mercoledì 31 agosto 2016

agosto 31, 2016

La Divina Co...pertina

Le nove copertine più belle e più brutte presenti nella mia libreria



Buongiorno lettori e lettrici! 
Il tema di questo pomeriggio uggioso è...LE COPERTINE DEI LIBRI!
Tasto dolente, sì, soprattutto per una maniaca come la sottoscritta che ogni volta in libreria si trova a dover affrontare l'ardua scelta dell'edizione. Mi è capitato ultimamente con Microcosmi di Claudio Magris, prossimo acquisto, sul quale però non riesco a decidermi...indovinate perché? Sì, proprio per la copertina. L'edizione della Garzanti non mi piace proprio e nemmeno la forma del libro...aiuto! Però dato che quella è l'unica edizione disponibile credo che farò uno strappo e la comprerò! Tutto pur di leggere un bel libro, no?
Partiamo, però, dall'inizio. Perché è così importante la copertina di un libro? Ci sono molti lettori che non ci fanno caso, vanno "dritti al punto" della questione decidendo se un libro è "da comprare" o meno a seconda della trama. Chapeau, naturalmente, non ho niente da rimproverare (e nessun diritto di farlo!) a questi lettori, probabilmente stringerei la mano chiedendo loro come ci si sente a vivere la vita con meno stress.

sabato 27 agosto 2016

agosto 27, 2016

Michael Ende - Momo

Eccomi qui, non sono sparita! Avevo solo tanto da studiare, ma non mi sono dimenticata del libro da recensire! 
Autore: Michael Ende
Titolo: Momo (ovvero l'arcana storia dei ladri di tempo e della bambina che restituì agli uomini il tempo trafugato)
Lingua originale: tedesco
Genere: fantasy
Tempo di lettura: aprile - agosto 2016
Edizione: Longanesi 2015
Prezzo: € 17,60

Copertina: accattivante, vero? Arancione, blu e bianco non sono colori che di solito si sposano bene (a mio avviso!) ma qui fanno un bell'effetto. Non è tanto la copertina di per sé che mi è piaciuta quanto la grafica interna: testo color seppia e disegni dello stesso tipo molto simpatici e interessanti (nella foto più in basso potete vedere quello della tartaruga Cassiopea). 


Come vi ho detto in anticipo sulla pagina About, mi sono avvicinata da poco al fantasy e l'autore con cui ho avuto l'onore di farlo è stato proprio Michael Ende. Il libro, però, non era Momo, bensì La Storia Infinita che non ho ancora terminato di leggere.

sabato 20 agosto 2016

agosto 20, 2016

Alla ricerca di un pomeriggio libresco

Ciao! 
Qualche giorno fa mi ero fatta prendere dalla strana voglia di fare un giro per librerie, un po' come mi succede di solito. Stavolta, però, il giro non doveva essere il solito Feltrinelli, Giunti, Mondadori etc, avevo voglia di andare alla ricerca di nuove librerie (nuove per me perché magari erano già molto conosciute), quelle un po’ più indipendenti per capirci. E pensare che ne avevo adocchiate due di mio gusto qualche giorno prima passeggiando, perché ieri per puro caso ne ho trovata una terza che mi ha letteralmente rubato il cuore.
Testo Alternativo
Testo Alternativo
Immagini prese dal sito della libreria

Già prima di entrare nel negozio vero e proprio sono stata pervasa dai libri: banconi sistemati davanti alle vetrine in modo ordinato, pieni di volumi accattivanti che mi hanno invogliato ad entrare ed è scattata la magia. C’è da aprire una parentesi sull'argomento “presentazione” prima di cominciare, perché io, non so voi, ho sempre avuto l’idea del “libro” associata al legno di una libreria di casa che spesso dà la bellissima sensazione di accoglienza appena si entra nell'ambiente. Trovarsi in un luogo simile, quindi, mi fa sentire a casa e questa libreria fa proprio questo, rispecchiando anche la mia idea di “sistemazione di un libro”: scaffali di legno pieni e alti fino al soffitto, pavimento di legno che scricchiola leggermente, ogni angolo dell’ambiente riempito in modo ordinato (non ammassato, che è diverso) da qualcosa, libri, zaini, articoli di cancelleria. Non c’era un angolo in quel negozio che non andasse bene ai miei occhi. Signori, volenti o nolenti, una libreria è pur sempre un negozio ed un negozio deve vendere; cosa meglio della prima impressione aiuta la vendita? Non è la parte principale, ma di sicuro fa la sua figura e con me l’ha fatta nel modo perfetto.

martedì 16 agosto 2016

agosto 16, 2016

Agatha Christie - C'è un cadavere in biblioteca


Autore: Agatha Christie
Titolo: C'è un cadavere in biblioteca
Titolo originale: The Body in the Library
Lingua originale: Inglese
Anno di pubblicazione: 1942
Edizione acquistata: Oscar Mondadori, 2016
Tempo di lettura: agosto 2016

Trama: St Mary Mead, una mattina come tante. Almeno fino a quando il colonnello Bantry e la moglie vengono bruscamente svegliati da una cameriera terrorizzata: nella biblioteca della villa è stato trovato il cadavere di una sconosciuta in abito da sera, giovane e bellissima apparentemente assassinata. Se nessuno degli abitanti della casa ha mai incontrato la vittima, come spiegare il bizzarro ritrovamento? La polizia, subito interpellata, comincia le indagini, ma sarà Miss Marple, vecchia amica della padrona di casa, con il suo occhio infallibile e la sua lucida capacità di far luce nei più tortuosi meandri dell'animo umano, a risolvere il caso.


Copertina: questa piccola parentesi sulla copertina del libro è quasi d'obbligo. Non so se si ripeterà, ma ci sono delle edizioni su cui vale proprio la pena soffermarsi, e questa è una di quelle. I romanzi di Agatha Christie della collana Oscar Mondadori hanno le copertine più "simpatiche" che io abbia mai visto: colorate, evocative e anche un po' vintage. Insomma, per me sono perfette. Ho fatto un po' di ricerche su questo romanzo in particolare e ho trovato la designer della copertina, tale Julie Jenkins che ha lavorato per la HarperCollins, casa editrice statunitense da poco sbarcata in Italia. Qui la versione inglese, e qui invece una versione di un bel po' di anni fa con la stessa simpatica idea delle lettere sugli scaffali. Non posso non mostrarvi, però, un'altra copertina della Mondadori, stavolta di un'edizione del 1998, anch'essa molto originale...i disegni, non c'è niente da fare, rendono il tutto più bello! 

Recensione

E' il primo romanzo di Agatha Christie che leggo in assoluto e non ha per niente disatteso le mie aspettative. Mi sono avvicinata a questa serie di romanzi attraverso la serie tv del 2004 con protagonista prima Geraldine McEwan e poi Julia McKenzie, che vi consiglio di vedere perché è girata veramente molto bene. Ora che ho letto il libro (e finalmente direi!) posso assicurarvi che nella serie traspare molto, a mia vista, lo stile di scrittura della Christie.

giovedì 11 agosto 2016

agosto 11, 2016

The Reading Habits Tag


Buongiorno! Stamattina ho aperto Instagram (leoredentroailibri_blog) come al mio solito e ho trovato una sfida molto interessante, che, a quanto ho capito, è in giro sul web da un bel po' di tempo. Devo ringraziare Bookworm Boutique Blog (http://bookworm-boutique.blogspot.it/ è il blog) per l'idea, anche se non mi leggeranno mai e non solo per motivi linguistici. Ho "spulciato" un po' in giro per vedere se ci fosse già una versione italiana in circolazione, ma ho trovato solamente le stesse domande in inglese con risposte in italiano, tra l'altro nemmeno su blog (magari ho cercato male e non approfonditamente, nel caso fatemelo sapere perché sono veramente curiosa di trovare una cosa simile a quella che sto per fare!). Quindi diamo il via al 

THE READING HABITS TAG!

Domande: (le ho tradotte, quelle originali potete trovarle sul blog di Bookworm Boutique che vi ho linkato sopra)

1. Hai un luogo preferito a casa dove leggere?
2. Segnalibro o foglio di carta a caso?
3. Riesci a smettere di leggere di colpo o prima di farlo devi finire un capitolo/un certo numero di pagine?
4. Mangi o bevi mentre leggi?
5. Multitasking: musica o TV mentre leggi?
6. Un libro alla volta o molti insieme?
7. Leggere solo a casa o anche in altri luoghi?
8. Preferisci leggere ad alta voce o silenziosamente nella tua testa?
9. Leggi mai la fine di un libro o salti delle pagine quando leggi?
10. Spina del libro piegata o minuziosamente tenuta a nuovo?
11. Scrivi mai sui libri?

Risposte:

mercoledì 10 agosto 2016

agosto 10, 2016

Gabriel García Márquez - L'amore ai tempi del colera

Ok, ci provo ancora, che ne dite? Stavolta il compito è un po' più arduo, dato che si tratta di un libro che ho letto un bel po' di tempo fa. Dato che mi ha lasciato un'ottima impressione da molti punti di vista credo sia proprio il caso di parlarne.

Autore: Gabriel García Márquez
Titolo: L'amore ai tempi del colera
Titolo originale: El amor en los tiempos del cólera
Lingua originale: spagnolo
Anno di pubblicazione: 1965
Edizione acquistata: 2012
Tempo di lettura: estate 2013

Trama: per cinquantun anni, nove mesi e quattro giorni Fiorentino Ariza ha perseverato nel suo amore per Fermina Daza, la più bella ragazza dei Caraibi, senza mai vacillare davanti a nulla, resistendo alle minacce del padre di lei e senza perdere le speranze neppure di fronte al matrimonio d'amore di Fermina con il dottor Urbino. Un eterno incrollabile sentimento che Fiorentino continua a nutrire contro ogni possibilità fino all'inattesa, quasi incredibile, felice conclusione. Una storia d'amore e di speranza con la quale, per una volta, Gabriel García Márquez abbandona la sua abituale inquietudine e il suo continuo impegno di denuncia sociale per raccontare un'epopea di passione e di ottimismo. Un romanzo atipico da cui emergono il gusto intenso per una narrazione corposa e fiabesca, le colorate descrizioni dell'assolato Caribe e della sua gente. Un affresco nel quale, non senza ironia, si dipana mezzo secolo di storia, di vita, di mode e abitudini, aggiungendo una nuova folla di protagonisti a una tra le più straordinarie gallerie di personaggi della letteratura contemporanea.

Questo romanzo è straziante, da molti punti di vista. Florentino Ariza, il nostro protagonista, è un giovane ragazzo che "cade innamorato" (come dicono gli inglesi) perdutamente di una sua coetanea, Fermina Daza, una giovane ricca appena trasferitasi nelle vicinanze. Sebbene con queste premesse, il romanzo possa sembrare la narrazione di una storia d'amore, vi sbagliate di grosso. Il punto di focalizzazione è principalmente quello di Florentino, che viene seguito pedissequamente durante gli anni più tormentati e più vissuti della sua vita da scapolo. La focalizzazione su Fermina è minore, ma non del tutto assente.

giovedì 4 agosto 2016

agosto 04, 2016

J.H. Khemiri - Una tigre molto speciale (Montecore)

Ok, sono pronta. Non mi ci è voluto molto, ma il cuore batte ancora abbastanza forte da farmi pensare che questo non è il momento giusto, ma ci provo comunque. Da qualche parte bisognerà iniziare, no?

Autore: Jonas Hassen Khemiri
Titolo: Una Tigre Molto Speciale (Montecore)
Titolo originale: En unik tiger (Montecore)
Lingua originale: svedese
Anno di pubblicazione: 2006
Edizione acquistata: Guanda, 331 pagine
Tempo di lettura: giugno 2016

Montecore (la facciamo breve) è un libro "interessantemente" metaletterario (perdonate la barbara invenzione dell'avverbio). Narra la storia del padre di Jonas, protagonista e autore del libro, raccontata da Jonas stesso e da "l'antico amico" di suo padre, Kadir.
Il racconto delle gesta di colui che Kadir definisce "il papà migliore del mondo" si inserisce attraverso lettere tradotte in maniera grossolana dall'arabo allo svedese e stralci di ricordi dello stesso Jonas ed inizia con l'inusuale richiesta di Kadir di scrivere un romanzo dedicato esclusivamente all'amico Abbas, di cui non ha notizie da mesi.

La metaletterarità si trova nell'inserimento (palesemente voluto) dell'autore di sé stesso nella storia, evitando, a mio parere, l'egocentrismo che ci si aspetterebbe da questa scelta. Khemiri si districa nel raccontare una storia che può sembrare vera al lettore ma che in realtà non ne dà conferme né smentite.

La storia di Abbas e ciò che si collega ad essa raccontandola (l'infanzia di Jonas, l'amicizia con Kadir), infatti, non può essere definita la vera storia di Jonas Hassen Khemiri autore del libro, bensì la storia di una ricerca. A mio parere, essa non mostra al lettore un simpatico tunisino entrato nella comunità svedese di punto in bianco che si ritrova a fronteggiare contrasti con la famiglia di origine della fidanzata, contrasti a sfondo razzista con la stessa comunità e l'intento di Abbas stesso di integrarsi senza sembrare un arabo; il romanzo gira intorno ad un tema che può sembrare decisamente minore rispetto a quello dell'integrazione del "diverso", ossia la ricerca dell'identità, non solo da parte di Abbas ma soprattutto da parte di suo figlio Jonas.

L'aspetto metaletterario è presente anche da questo punto di vista: Khemiri (autore) stesso ha dichiarato come la critica lo avesse subito etichettato il "portavoce degli immigrati" dopo l'uscita del suo primo romanzo ("Ett öga rött" - Un rosso occhio) e come questo lo avesse infastidito (al punto da inserire in Montecore un riferimento a questa faccenda). Probabilmente anche Khemiri autore è in cerca di un'identità, essendo e rimanendo comunque, come il suo personaggio, figlio di una svedese e di un tunisino, ed essendo pur sempre un essere umano. Ecco perché ritengo che questo romanzo non possa essere etichettato solo come la storia di un immigrato scritta da un semi-immigrato, bensì è la storia di un uomo cresciuto con un trauma nella relazione padre-figlio, un uomo che come tutti è alla ricerca di sé stesso. Nell'esprimere questa problematica, l'autore utilizza un metodo non sempre diretto, spesso (se non sempre) attraverso gli occhi di un terzo o di un sé stesso che parla in seconda persona.

Khemiri, nonostante la "sperimentazione" linguistica offerta ai suoi lettori che può rendere la lettura impegnativa, inserisce degli spunti di riflessione non indifferenti i quali hanno, sì, a che fare con l'integrazione, ma in maniera marginale.

Un ultimo aspetto da affrontare è sicuramente lo scorcio sulla lingua svedese. Per chi non si fosse mai avvicinato ad essa con un orecchio attento, essa è, come afferma Khemiri, "una lingua complicata, ma molto deliziosa e con un tono saltellante che ricorda il canto melodioso degli uccellini". Da studentessa principiante posso confermare le parole dell'autore e sorridere con gusto all'analisi apparentemente comica di questa lingua presente ad un punto del libro, la quale mette in risalto il collegamento strettissimo tra lingua e cultura a cui spesso non si fa caso.

In conclusione, consiglio questo libro a chiunque non si faccia impressionare da una forma inusuale e anche un po' fastidiosa (a volte). Il consiglio che posso darvi è di badare non troppo ad essa ma più al contenuto che sicuramente vi lascerà piacevolmente sorpresi.

Buona lettura e grazie di avermi dedicato il vostro tempo :)

Francesca, le ore dentro ai libri.

mercoledì 3 agosto 2016

agosto 03, 2016

E-libro...?

L'immagine è chiaramente a favore del cartaceo, anche 

se per me mostra anche i vantaggi e gli svantaggi di 
entrambe le soluzioni: fuoco e rottura per il cartaceo, 
spegnimento e batteria per l'elettronico.




Buonasera. O buonanotte, vista l'ora.

Stasera ho riflettuto un po' e mi è venuta un'irrefrenabile voglia di condividere un pensiero con chi mi leggerà, naturalmente riguardante i libri e la lettura. Ancora non mi sento pronta per esprimere un mio giudizio su un libro in particolare, un po' a causa delle mie insicurezze in fatto di opinioni, un po' perché devo ancora abituarmi ad "analizzare" un libro prima da dentro (da lettrice) e poi da fuori.


Mi piacciono di più i libri cartacei. Non ce la faccio, è più forte di me! Probabilmente a qualcuno verrà da ridere perché questa è una presa di posizione così scontata per tanti e invece...e invece c'è chi preferisce il Kindle o altre risorse "tecnologiche" per leggere. Naturalmente non critico o disdegno chi utilizza questo tipo di apparecchiature (perdonatemi il linguaggio tipico di un mago che parla di babbani!) perché ne riconosco l'utilità e la comodità ma non c'è niente di più bello per me di un libro tra le mani che posso rigirare, odorare ed ammirare.

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