Visualizzazione post con etichetta le ore in giro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta le ore in giro. Mostra tutti i post

mercoledì 7 febbraio 2024

febbraio 07, 2024

L'occasione sprecata della mostra su J. R. R. Tolkien


La storia della letteratura è piena di curiosità inspiegabili. Scrittori che vengono dimenticati perché il loro contributo è ritenuto poco rilevante nella storia culturale di un paese, altri che vengono fraintesi totalmente o interpretati sotto la lente sbagliata. Inspiegabile è anche il caso che riguarda J. R. R. Tolkien, scrittore, filologo, linguista inglese, padre di Il signore degli anelli, Lo Hobbit e una lunga serie di scritti sulla celebre Terra di Mezzo. Quando si tratta di Tolkien i discorsi si fanno un po’ complicati. La sua stessa figura di uomo e scrittore ci mette di fronte a questioni che intersecano la vita con la letteratura, se siamo in grado di cogliere queste sfumature. Tuttavia, quando si parla di Tolkien in Italia il discorso si complica ulteriormente e la letteratura viene messa quasi del tutto da parte. 

Qualche settimana fa, infatti, sono stata alla mostra “Tolkien. Uomo. Professore. Autore” allestita alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (GNAM) di Roma, ovvero l’esempio lampante del complicato rapporto che il nostro paese ha con l’autore e della ormai lunga, lunghissima strumentalizzazione che una parte politica ne ha fatto dagli anni settanta a oggi. Per quel che mi riguarda, la mostra presenta due problematicità molto gravi che dimostrano non solo l’incapacità italiana (e dell’attuale governo) di allestire un’esposizione che tratta di letteratura, ma anche un ripetuto e perseverante sfruttamento ormai ben noto di Tolkien da parte di un ramo della nostra politica.

Partiamo dall’inizio, ignorando per un istante la direzione ideologica che si è voluto far prendere volutamente a questa mostra (costata 250.000 euro di fondi pubblici). La prima difficoltà è l’effetto stordente delle sale espositive, forse dovuto anche all’organizzazione concettuale della Galleria Nazionale. Le opere fisse esposte alla GNAM si adattano perfettamente alla concezione delle sale, le quali non hanno un vero e proprio percorso prestabilito e offrono un’esperienza museale totalmente diversa e contemporanea, per l’appunto, rispetto a un museo tradizionale. Tuttavia, le mostre temporanee non si adattano con la stessa facilità agli spazi espositivi perché spesso richiedono un percorso tracciato e chiaro per comprendere concettualmente ciò che viene esposto. Sfortunatamente, gli spazi espositivi della GNAM non consentono del tutto un’esperienza del genere.

Al di là della difficoltà, mi rendo conto probabilmente soggettiva, nel concepire una mostra temporanea alla Galleria Nazionale, mi appoggio alle parole di Wu Ming per cercare di capire perché la mostra non funziona. Alla mostra manca un allestitore. Questa raccoglie, infatti, una serie di oggetti soprattutto letterari, che sembrano essere messi lì per puro caso. Raccolte di cimeli, libri da collezione, quadri, illustrazioni e giochi (perché sì, c’è una sala dedicata al “fenomeno pop” de Il signore degli anelli) privi di un contesto, di una spiegazione e tantomeno di senso. Le sezioni che costituiscono la mostra (quelle del titolo altisonante “Uomo. Professore. Autore.”) sono piuttosto sbilanciate e non hanno a che vedere molto con le premesse della mostra stessa.

Non si percepisce una cura dedicata all’approfondimento di parti che dovrebbero essere fondamentali
: lo studio filologico di Tolkien sulle lingue  nella sezione “professore”, oltre ad essere stato oggetto di revisioni dopo l’inaugurazione, è quasi assente. La sezione si compone di una carrellata di ritratti degli amici letterari di Tolkien (e anche qui, ce ne sarebbe da dire, ma me lo lascio per dopo), e della scrivania di Tolkien, relegata in una saletta poco illuminata. Qual è il senso di esporre tutte le traduzioni delle opere di Tolkien e le primissime edizioni nella sezione “autore” se poi non viene spiegato nemmeno un po’ la genesi creativa dei suoi scritti più famosi? La mostra, in sintesi, è organizzata male e, come afferma Alessia De Antoniis su Exibart, è priva di una vera strategia espositiva.
Arriviamo, così, al secondo dato problematico di questa mostra. L’incapacità di creare un allestimento che possa chiamarsi tale è dovuta anche alla direzione ideologica che gli organizzatori hanno voluto far prendere alla mostra su Tolkien. Perché è indubbio che il dato su cui ci si è voluti soffermare è quello biografico, un dato che veicola una serie di messaggi cari a una specifica parte politica del nostro paese da più di quarant’anni. Non a caso, la prima sezione presa dal titolo della mostra (quella dedicata all’”Uomo Tolkien”) è la più sviluppata e dettagliata se messa a confronto con le altre due.

Questo dato cozza con le parole del ministro Sangiuliano, che nei confronti della mostra parla del valore “dell’alta letteratura mondiale” (qualsiasi cosa questo significhi…) e del “messaggio metafisico e universale di Tolkien”. La mostra, tuttavia, non mette in risalto niente di tutto ciò, perché di letteratura e di messaggi metafisici non c’è traccia. La mostra si ferma al mero dato biografico e lo rigira a favore del messaggio che si è voluto veicolare, ovvero che Tolkien sia stato fondamentalmente un buon cristiano, un buon padre ma soprattutto un devoto figlio di Dio. Non è un caso, temo, che nella prima sezione si parli quasi esclusivamente del rapporto di Tolkien e della madre con il cattolicesimo, e che nella seconda l’unico dato letterario che poteva essere veicolato, ovvero quello del rapporto con C. S. Lewis sia stato ridotto alla conversione al cattolicesimo di quest’ultimo tramite Tolkien.

Nessuno mette in dubbio la profonda religiosità dell’autore, ma ritengo che esaltare il suo rapporto con la fede cattolica e la fatica di scontrarsi con il mondo brutto e cattivo dell’anglicanesimo sia una decisione che rende la figura di Tolkien monolitica. Come se la sua vita privata fosse legata in modo intrinseco alle sue opere e queste fossero solo il risultato della sua persona. Il rischio di fermarsi al mero dato biografico è che la letteratura sparisce, così come è sparita nella mostra. In più, associare in maniera unidirezionale e netta la biografia di un autore alla sua opera è l’azione più errata che si possa fare da un punto di vista critico-letterario.

Questo è il risultato di una strumentalizzazione sistematica della destra italiana nei confronti di Tolkien
che è, forse, l’autore più usato e abusato a livello ideologico dalla politica. Dagli anni settanta la destra se ne è appropriata elevandolo a baluardo del conservatorismo, della tradizione e della religione cattolica. Senza ombra di dubbio Tolkien non è mai stato un progressista, anzi. Wu Ming e molti altri studiosi dell’autore (perché a loro bisognerebbe chiedere pareri) lo confermano. Tuttavia, associare il conservatorismo di Tolkien all’opera e creare dei parallelismi diretti senza il contraddittorio del testo di cui si parla ha lo stesso valore di studiare l’opera solo attraverso la biografia. In questo senso, l’analisi di Wu Ming è illuminante. I simboli rappresentati da Tolkien sono letti dalla destra in modo a-storico, privati cioè del loro contesto storico e narrativo ed elevati a valori universali e immutabili. Il simbolo, tuttavia, ha la capacità come tale di adattarsi al contesto storico e narrativo nel quale viene inserito e deve essere letto e interpretato di conseguenza. Non solo dal punto di vista storico, ma anche e soprattutto da quello narrativo.

La direzione politica di questa mostra è chiara ed è resa tale anche dai contributi che le sono stati dati. Non c’è traccia dell’AIST (Associazione Italiana di Studi Tolkeniani), che da anni svolge un lavoro eccellente nella diffusione critica più affidabile possibile dell’opera di Tolkien. Non c’è traccia di studiosi di letteratura che per decenni hanno scritto e parlato di Tolkien (Piero Boitani e Loredana Lipperini sono due esempi, ma la lista è davvero lunga). Gli unici contributi che ci sono, dall’organizzazione, al mancato allestimento passando per gli interventi scritti sul catalogo mostrano chiaramente la formazione di chi ha partecipato. Quasi tutti individui politicamente e culturalmente schierati a destra se non oltre.

La cura dedicata a questa mostra è, in sintesi, alquanto scarsa. Non c’è traccia di ciò che il ministro della cultura ha decantato presentando l’allestimento nei mesi scorsi; non c’è traccia di letteratura né tantomeno viene data un'immagine completa di Tolkien. La mostra “Tolkien. Uomo. Professore. Autore.” è stata la dimostrazione che anche quando si tratta di cultura in Italia non si riesca a creare un allestimento che mostri criticamente il soggetto messo sotto analisi. Un’occasione sprecata di mettere su una mostra dedicata alla letteratura (sì, lo so, sono una sognatrice e un’illusa) e tanti, tantissimi soldi spesi per accontentare fondamentalmente una fetta di pubblico molto precisa. Tolkien e noi lettrici e lettori meritiamo altro.

lunedì 25 luglio 2022

luglio 25, 2022

Le ore in giro. Tra le librerie di Stoccolma e non solo

Quasi sei anni fa facevo il mio primo viaggio da sola e mi imbarcavo, tutta bardata e pronta per la neve, per Stoccolma. Piena di entusiasmo e un po' di paura - non nascondiamoci dietro a un dito - passavo giornate gelide ma meravigliose tra le strade della capitale svedese, esplorando scorci naturali e urbani di cui mi innamoravo e che mi facevano sognare una vita lì. Tra questi scorci, utilizzavo una buona parte del mio tempo per scoprire le librerie, svedesi e non, più belle e meno esplorate della città per capire le abitudini di lettura degli svedesi e il mercato libresco di Stoccolma. Un reportage di quel viaggio si trova in questo articolo, in cui vi racconto delle più belle librerie visitate e ne consiglio altre.

Sei anni dopo quel viaggio sono tornata a Stoccolma - stavolta in ottima compagnia - e ho rivisitato quelle stesse librerie e scoperte di altre. Con un occhio un po' più attento a quelle abitudini svedesi che avevo provato a comprendere anni fa, vi riporto qui sotto questa nuova esperienza di viaggio, consigliandovi qualche luogo in più da visitare nel caso capitaste a Stoccolma e dintorni. Buona lettura!


Alcune considerazioni...

Qualche premessa prima di iniziare a raccontarvi le librerie visitate. Come avevo spiegato sei anni fa nell'articolo segnalato poco sopra, il prezzo dei libri in Svezia è più alto rispetto all'Italia. Complice anche la situazione economica mondiale conseguenza degli ultimi due anni, non posso mentire dicendovi di aver speso poco per i libri che mi sono portata a casa - e di cui potete trovare un riepilogo in questo post su Instagram -.


Tuttavia, a fare un po' da contraltare a questa situazione c'è sicuramente l'esperienza di visitare delle librerie sullo stampo di quelle inglesi: ogni libreria svedese e, in particolare di Stoccolma, che sia di catena o indipendente ha una sua personalità. Prendiamo come esempio la catena di Akademibokhandeln, nata nel 1971 e con più di cento negozi sul territorio svedese. Ogni negozio, per quanto riconoscibile dal suo arredamento bianco e rosso, mantiene un'originalità nella proposta di libri tra le novità e i consigli dei librai. È davvero raro, dunque, fare la stessa esperienza di acquisto in due negozi diversi.


Si può forse ipotizzare che questa diversa esperienza di vita delle librerie svedesi sia dovuta alle diverse abitudini di lettura degli svedesi stessi. Come riportato da Statista, il 45% degli svedesi legge libri ogni giorno, il che dovrebbe spiegare perché abbia beccato moltissimi lettori sparsi in giro per la città tra metropolitana, autobus, musei e bar. 


Insomma, mi sembra un dato di fatto che nelle librerie svedesi si può fare un'esperienza diversa da quella italiana, sicuramente anche più rilassata. Questo particolare è dovuto alla presenza di moltissimi posti dove sfogliare liberamente i libri: poltrone, divanetti e sedie sparse in giro per i negozi. L'accoglienza del cliente-lettore sicuramente non manca in Svezia ed è una caratteristica di ogni libreria sul territorio, che siano di catena, indipendenti, di lusso o reader-friendly.


Le librerie

Science Fiction Bokhandeln - Västerlånggatan 48

La prima libreria di cui riconfermo l'unicità dopo sei anni è Science Fiction Bokhandeln, la libreria più magica di tutta Stoccolma. Specializzata in tutto ciò che può definirsi nerd-friendly, dalla fantascienza al fantasy passando per manga, anime, classici, giochi da tavolo e tutti i peluche, modellini di personaggi e gadget di cui non sapevi di avere bisogno. Ogni sezione della libreria è ben studiata - ovviamente la disposizione del 2022 è diversa dal 2016, potrete ben capire perché - e offre pochi libri in svedese e la maggior parte in inglese. Per quanto sia anche questa una libreria con più sedi in Svezia, qualsiasi lettore o lettrice non può evitare di visitarla almeno una volta. Situata nella zona vecchia della città, Science Fiction Bokhandeln offre un'esperienza davvero unica che non può non concludersi con una busta in stile Ritorno al Futuro per contenere tutti gli acquisti fatti.


ADLibris - Kungsgatan 15

Questa libreria è probabilmente la più grande che abbia visitato durante il mio soggiorno. Sono stata attirata dentro soprattutto grazie alla vetrina spettacolare che mi sono trovata di fronte mentre passeggiavo. Potete averne un assaggio sulla pagina Instagram della libreria che, pur essendo una piccola catena è uno spettacolo per gli occhi. La libreria si trova in un quartiere commerciale della città, su una via molto grande piena di locali e negozi di marca. Nonostante ciò, i prezzi rimangono nella media delle librerie svedesi.

L'altra particolarità di questo posto oltre alla grandezza, è la vastità di prodotti non libreschi che vengono venduti al piano di sotto, come gomitoli di lana e tutto il necessario per il cucito, l'uncinetto e il lavoro a maglia. Per quanto riguarda i libri invece, la maggior parte sono in svedese ma c'è anche una vasta sezione di libri in inglese al piano inferiore per i lettori internazionali. Ho anche trovato una rispettabilissima sezione dedicata alla serie dei Novellix, dei libricini per la maggior parte in svedese ma con qualche incursione inglese in alcune edizioni dei classici locali e inglesi. Come libreria di quartiere per una catena che non conoscevo devo dire di essere rimasta sorpresa dalla scelta che i librai hanno fatto per quel che riguarda i libri consigliati in giro per il negozio. 



Rönnels Antikvariat - Birger Jarlsgatan 32B

Su una delle vie più alla moda di Stoccolma, non lontano dalla biblioteca nazionale reale della città, si trova una delle librerie che non ero riuscita a visitare nel 2016. Tralascerò il fatto che per arrivarci quell'anno rischiai anche la vita, poiché un grosso pezzo di neve ghiacciata si staccò dai tetti soprastanti mentre cercavo di capire dove si trovasse la libreria, cascando a pochi metri dalla mia testa. Ma sono qui, viva e vegeta. Finalmente questa volta sono riuscita a trovare il negozio aperto e, senza rischiare la pelle, mi sono innamorata di questo posto.

La libreria vende sia libri di antiquariato che nuovo e usato. È molto grande, quasi infinita ai miei occhi e decisamente labirintica. Dopo lo spazio antistante l'ingresso con libri in svedese e qualche incursione di libri in inglese, il negozio continua in diverse stanze ricavate, alcune più grandi e altre più piccole che ospitano il doppio dei libri divisi per argomenti. Gli scaffali, nemmeno a dirli, sono pieni zeppi di libri dal pavimento al soffitto. Nascosta in un angolo c'è una scala che porta a un piano inferiore, la parte più labirintica della libreria, una specie di magazzino visitabile con una quantità di libri spaventosa. Questa è davvero una delle librerie più imperdibili di Stoccolma dopo la Science Fiction.




Le librerie di Uppsala

Akademiebokhandeln

In una delle vie centrali della cittadina universitaria si trova un altro negozio di questa famosa libreria di catena svedese. L'immagine di copertina di questo articolo è presa proprio da questa grande libreria, divisa su due piani e che vende sia libri in svedese che in inglese. La parte in inglese, in particolare, è davvero vasta, al contrario di quello che succede in altri negozi di questa catena. Spesso in Svezia è facile trovare promozioni molto vantaggiose sui libri in vendita, come quattro libri al prezzo di tre, una delle tante presenti in questa libreria di Uppsala. È qui che ho trovato le Critical Editions della Norton che mi sono portata a casa.




L'interno dell'Uppsala English
Bookshop

The Uppsala English Bookshop

Una delle sorprese più belle del viaggio in giornata a Uppsala è stata proprio questa libreria. In uno spazio ristretto ma ben riempito, il negozio vende esclusivamente libri in inglese dalla narrativa alla saggistica, spaziando da argomenti di politica, critica letteraria, sociologia, psicologia e molto altro. Se avessi potuto, mi sarei portata a casa molto di più di quello che ho preso effettivamente, perché c'era davvero moltissima scelta per tutti i tipi di lettori. Ad adornare gli spazi di questo posto, le sportine di tela e i poster, sia appesi al muro che incorniciati, rendono questa libreria un rifugio speciale non solo per gli studenti che vivono nella città ma per qualsiasi visitatore curioso.



Consigli extra per viaggiatori curiosi

Downton Camper Café - Drottninggatan 28. Nella via che porta alla città vecchia potete trovare un bar molto ampio dove fare una svedesissima fika paus con caffè e dolci e intrattenervi a giocare a scacchi o dama sui tavoli di legno messi a disposizione dei clienti. Io, ovviamente, ho perso miseramente a entrambi i giochi.


John Scott's - Kungsgatan 37. Vicino a ADLibris potete trovare questo particolarissimo pub in stile inglese con una sala dedicata ai reali britannici e con una parete piena di libri antichi - veri e finti. Nel caso vi stufaste di birre e altri alcolici, il pub offre anche una sala da biliardo e, udite udite, una sala dedicata al bowling. Esatto, tra una birra e l'altra potete farvi qualche tiro.


Kungliga Biblioteket - HumlegÃ¥rdsgatan 26. La biblioteca nazionale svedese ospita ogni libro che viene pubblicato in Svezia. Oltre all'edificio storico, la biblioteca si sviluppa verso il basso in una struttura sovrastata da un soffitto di vetro che illumina le sale lettura a vista. Al secondo piano - verso il basso - della struttura più moderna è collocata la "Bibbia del Diavolo" o "Codex Gigas", un testo risalente al XII secolo e il manoscritto medievale più grande che esista al mondo. L'ingresso alla biblioteca e la visita al manoscritto sono completamente gratuiti.

venerdì 3 gennaio 2020

gennaio 03, 2020

Edimburgo tra libri, letteratura e menzioni d'onore

La bellissima mappa di Edimburgo è
una collaborazione con Mapiful.
Scoprire l'Inghilterra città dopo città sta diventando un'attività decisamente interessante, soprattutto perché si tratta di un agglomerato di storia, letteratura e cultura che viene costantemente valorizzato e donato agli occhi del pubblico (come non succede da altri parti...).

Anche questa volta, come era successo a maggio con Londra, ho deciso di segnarmi su un taccuino i luoghi più emblematici di una delle città più letterarie d'Europa. Non avrei mai pensato che mi sarebbe piaciuta tanto come alla fine è successo; mi sono innamorata di Edimburgo e credo di poterla consigliare come meta per ogni tipo di viaggiatore - e di lettore.


Le librerie

La prima scoperta che ho fatto su Edimburgo è stato il numero spropositato di librerie presenti. La città non è molto grande e credo che in quattro giorni si possa visitare tutta con una certa calma, ma la quantità di negozi di libri - usati e nuovi - mi è sembrata veramente impressionante in proporzione alla grandezza della città. Ne ho visitate diverse e ce ne sono alcune che mi sento assolutamente di consigliarti.

Till's Bookshop

Till's Bookshop - 1 Hope Park Cres
Iniziamo con una delle librerie più belle di sempre, Till's Bookshop che mi sono ritrovata letteralmente sotto l'appartamento che avevamo affittato per i due giorni di permanenza. Ringraziando il caso o chi per lui, ho trovato una delle librerie di seconda mano più belle di sempre. La scelta dei libri è chiaramente curatissima dall'anziano gestore del negozio, un signore avanti con l'età veramente gentile, disponibile e con uno dei toni di voce più pacati che abbia mai sentito (tanto che io e il mio ragazzo abbiamo fatto fatica a capire cosa ci stesse dicendo).
La libreria è divisa per argomenti e gli scaffali sono fitti di libri, al punto che nella sezione di narrativa contemporanea si fa anche una certa fatica a tirarli fuori. Con mia grande sorpresa, la libreria offre una vasta e curata sezione di critica letteraria e scienza che ci ha attratto quasi subito e per colpa della quale siamo rimasti nel negozio per più di quaranta minuti. I prezzi sono ridicoli. Manuali di critica letteraria, antologie o saggi non superano le cinque sterline a volume.

Peter Bell Books - 68 West Port
Se siete allergici alla polvere, questo negozio di libri dell'usato non fa per voi. Non mi dilungherò sul fatto che la pulizia dei pavimenti in Inghilterra sembra essere una pratica sconosciuta, ma mi concentrerò anche qui sulla quantità infinita di libri esposti. Da Peter Bell dovrai passarci una giornata intera per riuscire a vedere tutto quello che offre,  perché oltre ad essere un negozio grande, i libri sono infilati in ogni angolo vuoto. Anche in questo caso, la qualità dei libri è molto alta e ti fa quasi dimenticare gli strati di polvere per terra. La particolarità di questa libreria sono i libri per bambini, classici e contemporanei che avrei voluto volentieri portarmi a casa. I prezzi sono leggermente più alti di Till's, ma per essere una libreria sotto al castello di Edimburgo possiamo anche chiudere un occhio.

Armchair Books

Armchair Books - 72-74 West Port
Praticamente adiacente a Peter Bell, Armchair Books è la libreria più labirintica che abbia visitato nei miei pellegrinaggi esteri. Il cunicolo all'ingresso che mi ha accolta con tantissime edizioni delle opere di Tolkien, è stretto ma accogliente. La libreria è illuminata fino al soffitto e i libri, anche qui, sono infilati in angoli invisibili che solo gli occhi più attenti potranno scovare. Non vorrei essere ripetitiva nel dire che con questo negozio confermo l'elevata qualità dei libri usati che vengono venduti a Edimburgo, ma è così e devo sottolinearlo. Seppur apparentemente disordinata, poi, Armchair Books offre ai lettori un labirinto facilmente percorribile e riconoscibile: ogni sezione viene indicata e, nel retro più disordinato ho trovato delle chicche che non credevo possibile trovare, come una raccolta delle opere di Shakespeare risalente al XIX secolo.

Blackwell's - 53-62 South Bridge
Tra le librerie di catena che vale la pena di visitare c'è Blackwell's, situata in un edificio a tre piani. La libreria è veramente immensa e sempre piena di persone, mi ha offerto spunti di lettura interessanti e libri che non avevo visto nemmeno nelle librerie di Londra. Ogni sezione ha il suo spazio, la sua stanza e il suo addetto, in modo che se anche vi potreste perdere, c'è sempre qualcuno pronto a farvi trovare la strada per l'uscita o per la prossima sezione. Merita una menzione speciale quella di critica letteraria e dei classici, ma anche il terzo piano interamente dedicato alla cancelleria non è male...

Typewronger e McNaughtan's

Typewronger/McNaughtan's - 39-49 Haddington Pl.
Dall'altra parte della città, quella un po' più vittoriana, si trovano due librerie comunicanti. McNaughtan's è la libreria dell'usato più antica di Edimburgo e vende sia libri usati che da collezione. I prezzi, infatti, non sono bassissimi ma vale la pena farci un salto e sfogliare libri molto antichi seduti sul davanzale di una finestra nel retro del negozio (sì, ho visto una ragazza farlo molto comodamente...). McNaughtan's ospita accanto una libreria molto particolare e anche molto bella, Typewronger Books, che si definisce "la casa di una comunità di lettori, scrittori, artisti e musicisti". Effettivamente il negozio si presenta come un perfetto salotto in cui ci si sente liberi di sfogliare libri, sedersi su una comodissima poltrona di cui il fidanzato febbricitante ha fatto largo uso, e ascoltare la musica in filo diffusione. I prezzi dei libri sono quelli di copertina, ma visto che Typewronger è anche una casa editrice indipendente, vale la pena visitare questo posto così accogliente e magari portarsi a casa anche un libro o due.

Luoghi d'interesse

Per quel che riguarda, invece, i luoghi di interesse da visitare cercherò di essere il più sintetica possibile per il bene di tutti, nonostante ci sarebbero da scrivere pagine e pagine al riguardo.

Edimburgo è una città che offre veramente tanto in termini di negozi, caffetterie, giardini e anche di cimiteri. Ebbene sì, Edimburgo è una delle città più spettrali d'Europa. Il Greyfriars Cemetery, infatti, viene ritenuto uno dei cimiteri più antichi, con tombe risalenti al XVI secolo che portano rappresentati teschi, ossa e angeli della morte che si allontanano decisamente dalle rappresentazioni della morte alle quali siamo abituati. L'aspetto più interessante è che, spesso, le tombe sono adagiate sui muri degli edifici adiacenti al cimitero, come se nulla fosse. Il confine tra morte e vita, in questa città, sembra essere più labile di quanto si pensi...

Frankenstein Pub
A due passi dal cimitero ci sono due luoghi che gli amanti della letteratura non potranno fare a meno di visitare: il primo è il The Elephant House, ovvero la caffetteria dove J.K. Rowling ha scritto molte delle pagine che abbiamo amato di Harry Potter, un luogo frequentato anche da scrittori come Ian Rankin o Alexander McCall-Smith.

Il secondo luogo nel quale bisogna assolutamente entrare almeno una volta è Frankenstein, un pub decisamente in tema con la storia di Mary Shelley e tutto ciò che ad essa si è ispirato. Luci verdi al neon, gabbie, ampolle con strani liquidi, grosse manopole e un'atmosfera altrettanto inquietante. L'ingresso è libero e vi consiglio di prepararvi a prendere un bello spavento appena entrati...

Galaxy
Per gli amanti di Harry Potter come la sottoscritta - mi dispiace per voi altri blasfemi, ma Edimburgo è anche e soprattutto la città di Harry - ci sono due negozi che si dovrebbero visitare almeno una volta: Museum Context, un negozio di oggettistica molto particolare che assomiglia moltissimo a Mielandia o a Zonko, e Galaxy, un altro negozio decisamente dedicato al mondo di Harry Potter ma anche a quello più Nerd.

Menzioni d'onore

Passiamo all'ultima sezione di questo lungo articolo: le menzioni d'onore. Negozi, bar, musei che ho visitato e ristoranti on a budget per chi, come la sottoscritta, non può permettersi pranzi e cene in compagnia della regina Elisabetta.

The Milkman Coffee - 7 Cockburn St.
Una piccolissima caffetteria che fa un buon cappuccino e delle torte deliziose, dietro la stazione di Waverly e all'ingresso della città vecchia.
Camera Obscura & World of Illusions - Royal Mile
Una delle più antiche attrazioni turistiche costruite in Inghilterra, che offre tre piani di mostre interattive su illusioni ottiche, luce e colori. Divertentissimo e interessante per adulti e bambini.
Armstrongs Vintage - 14 Teviot Pl. / 81-83 Grassmarket / 64-66 Clerk St.
Oltre alle librerie dell'usato, Edimburgo offre moltissimi negozi di abiti usati e questo è il migliore per il rapporto qualità-prezzo. Vestiti vintage in ottime condizioni e a prezzi veramente ridicoli. Non fare come me, comprate qualcosa e portatelo a casa.
The Scotch Whiskey Experience -  365- 555 Royal Mile
La Scozia, nemmeno a dirlo, è la patria del Whisky. In questo gigantesco edificio, oltre ad offrirti una mostra guidata nella storia e creazione, ti coccolano con una degustazione di vari tipi di Whisky da te scelti.
Royal Mile Tavern - 127 High St
Un ottimo pub a prezzi modici per mangiare, dopo una lunga passeggiata, hamburger e patatine e guastarsi una deliziosa birra - meglio la Guinness, ve lo dico io.
Checkpoint - 3 Bristo Pl.
Vicino all'università, questo posticino un po' nascosto ma molto spazioso offre piatti molto buoni e anche molto particolari, adatti anche per vegetariani e vegani. I prezzi non sono bassissimi ma nemmeno esagerati.

martedì 28 maggio 2019

maggio 28, 2019

Londra letteraria...e non solo

E' raro trovare qualcuno a cui non piaccia Londra. La capitale inglese ha sempre suscitato fascino in chiunque, è una città multiculturale e interculturale che risponde agli interessi di tutti: appassionati di sport, di storia, d'arte, di aeronautica, di passeggiate nei parchi e naturalmente anche a chi, come noi, vive con la testa tra i libri. Nonostante i prezzi proibitivi degli ultimi anni, Londra rimane una meta perfetta anche per un fine settimana diverso dal solito.

lunedì 29 maggio 2017

maggio 29, 2017

#SalTo30: la mia esperienza al Salone Internazionale del Libro di Torino

La trentesima edizione del Salone Internazionale del libro di Torino si è conclusa lunedì scorso con numeri da record: con 165.976 visitatori e un grande aumento delle vendite di libri agli stand, il Salone ha superato anche se stesso dando ai lettori una fiera godibile ed interessante. Per quanto mi riguarda, sono stati quattro giorno fantastici nonostante la stanchezza e ripeterei tutto dall'inizio senza problemi. 

Questa è stata la mia prima visita in assoluto al Salone del libro e la sensazione che mi ha travolta non appena ho varcato la soglia era di grande felicità ed emozione. L'atmosfera respirabile era di calma e allo stesso tempo frenesia per poter girare tutto Lingotto Fiere senza perdersi un angolo e considerando la grandezza del posto era decisamente una sfida importante per tutti. Vedere quel fiume di persone all'entrata e all'interno della fiera mi ha riempito ancora di più di emozione e non ti so dire bene perché. L'idea di avere molti eventi segnati sul block notes come "da vedere", poi, ha reso questa avventura ancora più interessante.

sabato 25 marzo 2017

marzo 25, 2017

Libri Come 2017 - la Festa del Libro e della Lettura

Buongiorno lettore!

Si è conclusa da pochi giorni Libri Come - Festa del Libro e della Lettura tenutasi dal 17 a 19 marzo all'Auditorium Parco della Musica a Roma, alla quale ho partecipato in veste di ambasciatrice. Probabilmente avrai visto la tempesta di tweet (che ho iniziato ad usare per l'occasione!) e qualche resoconto a fine giornata su Instagram, ma credo che un articolo sul blog possa rendere vera giustizia a questa vera e propria festa letteraria dedicata ai libri.




Libri Come, quest'anno all'ottava edizione, è una festa letteraria a cura di Marino Sinibaldi, Michele de Mieri e Rosa Polacco durante la quale viene dato spazio a scrittori, saggisti ed intellettuali per parlare di sé, di attualità e dei temi che stanno loro più a cuore. Ma, soprattutto, lo spazio viene dato a noi lettori curiosi di conoscere le persone che si celano dietro ad un nome o una copertina, approfondire le nostre conoscenze e scoprire nuovi spazi della letteratura, che siano geografici o mentali. Insomma, Libri Come è la festa di chi è sempre pronto ad imparare e di chi è curioso, una biblioteca viva e pensante animata in tre giorni di fervore culturale.

lunedì 21 novembre 2016

novembre 21, 2016

Bokhandlarna i Stockholm - Le librerie più belle di Stoccolma

Ciao! Da quanto tempo!
E' un bel po' che non mi leggi, vero? Ho avuto un po' da fare e soprattutto da leggere, sia per l'università che per mio personale diletto ma questo è un argomento da trattare nel prossimo Book Haul. Oggi, invece, avevo proprio voglia di raccontarti la mia mini-esperienza libresca a Stoccolma, capitale della Svezia e una delle città più particolari che io abbia mai visto, forse dopo Copenhagen.

- BOOKISH EXPERIENCE IN STOCKHOLM -

Söderbokhandeln di cui parlo nell'articolo.
Parti dal presupposto che la lista delle librerie da vedere sul mio taccuino era infinita, naturalmente, ma che in tre giorni concentrati tra musei, strade ed esigenze di orari non ce l'ho fatta a vederle tutte. Per mia grande fortuna, in questo viaggio sono riuscita comunque ad organizzare bene le "visite" e ho visto abbastanza librerie da poterti raccontare.

sabato 20 agosto 2016

agosto 20, 2016

Alla ricerca di un pomeriggio libresco

Ciao! 
Qualche giorno fa mi ero fatta prendere dalla strana voglia di fare un giro per librerie, un po' come mi succede di solito. Stavolta, però, il giro non doveva essere il solito Feltrinelli, Giunti, Mondadori etc, avevo voglia di andare alla ricerca di nuove librerie (nuove per me perché magari erano già molto conosciute), quelle un po’ più indipendenti per capirci. E pensare che ne avevo adocchiate due di mio gusto qualche giorno prima passeggiando, perché ieri per puro caso ne ho trovata una terza che mi ha letteralmente rubato il cuore.
Testo Alternativo
Testo Alternativo
Immagini prese dal sito della libreria

Già prima di entrare nel negozio vero e proprio sono stata pervasa dai libri: banconi sistemati davanti alle vetrine in modo ordinato, pieni di volumi accattivanti che mi hanno invogliato ad entrare ed è scattata la magia. C’è da aprire una parentesi sull'argomento “presentazione” prima di cominciare, perché io, non so voi, ho sempre avuto l’idea del “libro” associata al legno di una libreria di casa che spesso dà la bellissima sensazione di accoglienza appena si entra nell'ambiente. Trovarsi in un luogo simile, quindi, mi fa sentire a casa e questa libreria fa proprio questo, rispecchiando anche la mia idea di “sistemazione di un libro”: scaffali di legno pieni e alti fino al soffitto, pavimento di legno che scricchiola leggermente, ogni angolo dell’ambiente riempito in modo ordinato (non ammassato, che è diverso) da qualcosa, libri, zaini, articoli di cancelleria. Non c’era un angolo in quel negozio che non andasse bene ai miei occhi. Signori, volenti o nolenti, una libreria è pur sempre un negozio ed un negozio deve vendere; cosa meglio della prima impressione aiuta la vendita? Non è la parte principale, ma di sicuro fa la sua figura e con me l’ha fatta nel modo perfetto.

Cerca gli articoli qui

Dove puoi trovarmi