domenica 19 novembre 2017

novembre 19, 2017

Come, quando e perché leggere più di un libro alla volta. Confessioni di una lettrice



Leggere più di un libro alla volta: si può fare?

Per quanto mi riguarda, la risposta è sì, si può fare e non bisogna creare un clone di sé per riuscirci.

Questo articolo mi è stato suggerito da molti lettori, perché credo che l'interesse al riguardo sia tanto. Il quesito, naturalmente, non è nuovo e il mio punto di vista non aggiungerà molto a questa discussione delicata, ma è bene parlarne per smitizzare uno dei tanti argomenti tabù della lettura.

Cercando online si possono trovare svariati articoli che dispensano consigli su come leggere più libri alla volta o che spiegano quali siano i vantaggi di una lettura doppia o addirittura tripla. Insomma, il materiale non manca anche se forse pecca nella premessa.

Consigliare come intraprendere una lettura del genere, a mio avviso, è un po' come dare indicazioni su come sistemare l'armadio: si tratta di un aspetto della propria vita così intimo e personale che dare consigli su come modificarne le modalità mi sembra un po' eccessivo. Il discorso cambia, certo, se bisogna farlo per motivi che non riguardano la propria volontà, ma è tutta un'altra storia.

Ciò che ti riporto io in questo articolo è la mia esperienza, i motivi per cui mi sono trovata bene e mi trovo bene tutt'ora a leggere più di un libro alla volta.

Perché leggo più libri alla volta?

Credo che sia iniziato tutto al liceo, quando i libri sono entrati a far parte attivamente della mia vita. Ho frequentato il liceo linguistico, il che vuol dire che oltre ai libri di letteratura italiana da leggere mi venivano assegnati anche quelli di letteratura inglese, francese e spagnola. Sono sincera quando dico che ho sempre affrontato le letture con interesse e curiosità e mai sono partita scoraggiata. Ci sono comunque stati dei libri che non sono riuscita a finire con tranquillità e il primo a cui si rivolgono i pensieri è sicuramente Le ultime lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo. Mi dispiace, Ugo, ma gli epistolari di questo tipo proprio non mi vanno giù.

Per motivi di tempo, naturalmente, mi sono dovuta arrangiare e leggere più libri contemporaneamente è stata l'idea migliore per portare a termine la lettura e ottimizzarla. Ha funzionato. Cambiavo da un libro all'altro quando più ne sentivo il bisogno o quando finivo il capitolo, ne lasciavo uno da parte se l'altro mi prendeva di più...insomma, come è giusto che sia per tutti, ho sempre avuto un modo molto personale di leggere.

Questa tecnica mi ha sempre aiutata e si è rivelata utile anche all'università, dove i libri di narrativa da leggere sono un po' di più di quelli del liceo.

È da un po' di anni, poi, che questa modalità di lettura ha abbracciato anche le mie letture personali che con lo studio c'entrano poco o niente.

Tutto ciò mi ha aiutato anche a contestualizzare la lettura nella mia vita, a capire i motivi per cui leggevo un libro e di conseguenza anche a come leggerlo. Se sto leggendo un libro per motivi di studio, so che dovrò fare una lettura molto più ravvicinata del solito, più attenta e, qualche volta, anche più analitica. Se invece si tratta di un libro che decido di leggere per interesse, so che intanto potrò prendermi il mio tempo e che la lettura non comporterà necessariamente un livello di concentrazione altissimo. Naturalmente ciò non significa che i "miei libri" non richiedano attenzione, perché ogni libro ne richiede un minimo per capire cosa stiamo leggendo, ma si tratta di un tipo di lettura diverso. Ci tengo a sottolineare che un tipo non esclude l'altro e che non è detto che i due ambiti non possano incontrarsi: grazie all'università ho scoperto molti autori e libri che ora sono parte integrante della mia libreria indipendentemente dallo studio; o viceversa ho scoperto libri per mio interesse personale che mi sono tornati utili anche all'università.

Ma come faccio?

Credo che la scelta del genere da leggere sia importantissima, soprattutto per quanto riguarda le letture personali. E' molto difficile che legga due romanzi nello stesso periodo o, ancora peggio, due saggi. Tendo sempre a dare questa logica al mio istinto quando scelgo la lettura da fare, altrimenti so che non ce la farei ad arrivare alla fine.

È doveroso da parte mia, a questo punto, aggiungere che un passaggio importantissimo nella mia vita da lettrice è stato quello in cui ho scoperto di avere dei limiti. Potrà anche sembrare strano, ma prendere le misure con se stessi è fondamentale per affrontare la lettura con serenità. Non è facile e credo sia un "work in progress" che continuerà per tutta la vita, ma è già un bel passo avanti accettare, nel mio caso, di non riuscire a leggere più di un tot di libri in un mese, ad esempio. E va bene così.

Mi capita molto spesso che un libro non attiri particolarmente la mia attenzione, perciò evito di leggerlo senza farmi prendere da strani sensi di colpa. I momenti di stanchezza, fisica e mentale, capitano a tutti. Ogni libro ha il suo momento e lo stato d'animo giusto per essere letto: non leggere perché devi farlo per chissà quale legge morale, ma perché ti va in quel momento.

Ed ora arriva il momento della domanda più gettonata di sempre: "Ma non ti confondi a leggere due libri insieme?" e la risposta è no, proprio per il motivo che ti ho spiegato poco fa. Bilanciare le letture aiuta moltissimo!

Dove lo faccio?

Inoltre, ogni libro ha il suo posto per essere letto o almeno io provo a darne uno ad ognuno. La sera, momento di coccole e relax, è dedicata alle mie letture personali e decido io cosa leggere. Sul treno, invece, tendo a leggere i libri per l'università anche e soprattutto perché mi aiutano a non pensare alla folla di gente che spinge e ti stringe per riuscire a salire sul vagone. Nei pomeriggi più o meno vuoti, se ne capita qualcuno, leggo i libri su cui mi è stato chiesto un parere o che hanno una scadenza e che non fanno parte dei libri di studio. Visto che questi momenti capitano molto di rado, soprattutto in periodo di lezioni, li sostituisco spesso con la sera e alterno questo tipo di letture alle mie.

Ma quindi quanti libri leggo nello stesso momento?

Riesco a leggerne massimo tre alla volta, con di più rischio di lasciarne la metà a prendere polvere.

E' chiaro che tutto ciò che ho scritto finora ha uno scopo puramente esplicativo: quando leggo non agisco con un pensiero preciso e così razionalizzato, anzi. Mi piace farmi guidare dall'istinto e da quello che viene sul momento.

La lettura è una cosa così personale che non ci possono essere regole o limiti da imporre, perciò termino questo dialogo dicendoti che comunque, ognuno legge come, quando e quanto vuole e perché vuole farlo. Tutto il resto sono chiacchiere.

Spero che questo articolo sia stato di tuo gradimento e magari anche uno spunto per un dialogo sul tema. Sarei felicissima di sapere il tuo punto di vista!

A presto,
Francesca, Le ore dentro ai libri.

martedì 7 novembre 2017

novembre 07, 2017

Book Haul & Wrap Up #11


Buonasera lettore e lettrice!
Nuovo mese, nuove letture ma prima, come vuole la tradizione, il resoconto degli ultimi acquisti e letture. Prepara carta e penna, perché sarà un resoconto molto ricco di titoli e impressioni: oggi riporto sul blog il Book Haul e Wrap Up di settembre e ottobre!
Buona lettura...

Il primo evento "autunnale", se così si può definire, a tema libresco è stato il Festivaletteratura di Mantova, al quale mi sono recata principalmente per Jonas Hassen Khemiri. Il soggiorno a Mantova, seppur faticoso - grazie ciottoli per strada per essere così scomodi! - è stato delizioso e fruttuoso per i miei acquisti. Sono stata brava e ho risparmiato. Storie fantastiche delle vacanze di Charles Dickens è stato il primo acquisto fatto al nord Italia, in occasione di uno sconto che avevo sulla tessera FeltrinelliPiù. Quattro racconti indirizzati, come sempre, ai bambini in cui Dickens mostra tutta la sua bravura nell'affrontare temi sociali con lucidità e leggerezza. Difficile immaginare l'autore come un sovversivo e tanto meno come il precursore dell'età moderna a cui molti scrittori, come Mark Twain, si sono successivamente ispirati. Come al solito, Dickens mi ha catturata.

In occasione del Festival ho scovato un piccolo Adelphi che non poteva mancare nella mia libreria: Con Borges di Alberto Manguel. Un altro libro su Borges? Sì, ma questa volta il mito Borges viene affrontato sotto una luce diversa, più umana e sicuramente interessante: Manguel, un ragazzo poco più che ventenne, accetta di leggere ad un vecchio Jorge al quale riesce sempre più difficile vedere il mondo che lo circonda, libri compresi. Questo libro è il resoconto degli incontri tra Manguel e Borges, un ritratto comico e al contempo profondo di un autore ma soprattutto di un uomo...con gusti e preferenze. L'elemento che mi ha conquistata? Borges non sopportava Proust!



Settembre è stato anche il mese del ritorno alla routine universitaria. Il fato ha voluto che accanto alla mia università ci siano due bancarelle dei libri bene o male fornite di titoli interessanti e non ho mancato di rifornire la libreria. Ad un prezzo stracciato mi sono accaparrata ben tre libri: Frankenstein di Mary Shelley, in edizione Newton Compton, Denti bianchi di Zadie Smith e Giovanni Boccaccio. Alle origini del romanzo moderno di Giuseppe Zaccaria, edito Bompiani. Tre titoli completamente diversi l'uno dall'altro e un tesoro da scoprire al loro interno. Una nota su Zadie Smith: ho letto molto, anche di sfuggita, di questa autrice e devo dire che mi sono fatta convincere abbastanza facilmente. Ero titubante all'idea di prendere un libro su problemi razziali e politici che si sarebbe potuto rivelare una delusione e un po' di paura c'è ancora. Un esordio che ha avuto così eco, però, non può essere solo una delusione, no?


Non poteva mancare nel bottino di settembre un gruppo di libri che aspettavo di comprare da un bel po'. Dopo la lettura dei primi tre libri della saga, mi preparo per altri tre capitoli di Una serie di sfortunati eventi di Lemony Snicket. Conto di leggerli per l'inizio dell'anno nuovo, viste le letture più o meno programmate - ma chi ci crede?! - da qui a dicembre. Credo di avere comunque abbastanza tempo per terminare la saga prima dell'uscita della seconda stagione della serie tratta dai libri. Sembra che Netflix si diverta a farci aspettare...

Un altro ciclo di libri legati tra loro che sto cercando di leggere piano piano è quello di Poirot. Questa volta ho deciso di andare in ordine, motivo per cui l'ultimo acquisto a tema Agatha Christie è stato Poirot a Styles Court, la prima avventura del famoso investigatore belga. La curiosità è moltissima, soprattutto perché avendo letto i libri successivi alla prima indagine sarà molto interessante notare le differenze tra la prima "scrittura" di Poirot e le seguenti.

Come ogni inizio semestre, le letture per l'università stanno occupando moltissimo spazio nella mia libreria. Quest'anno ho la fortuna di studiare la letteratura anglo americana del '900 e non potrei essere più felice: primo motivo tra tutti è l'interesse nei confronti del bacino statunitense a cui segue l'entusiasmo di imparare qualcosa di nuovo sul XX secolo. Autori come Sylvia Plath, Ernest Hemingway, Truman Capote e William Faulkner sono parte del programma di questo semestre.

Per rimanere in tema università e Stati Uniti, a settembre ho colto l'occasione per acquistare Leggende americane di Fernanda Pivano, celebre americanista e traduttrice di molti autori oltre oceano, tra cui i nomi citati poco fa. Il libro raccoglie prefazioni e saggi che la Pivano ha scritto negli anni su quelli che sono diventati i classici della letteratura americana. Gli autori inseriti in questo volume Bompiani sono Edgar Lee Masters, Hemingway, Francis Scott Fitzgerald, Doroty Parker e Faulkner. L'aspetto che mi ha incuriosita e convinta a prendere il libro è stata la prefazione della stessa Pivano: "Ormai questi autori che io amavo mentre stavano trasformando la storia della letteratura americana sono diventati dei classici. Se dovessi scrivere adesso queste presentazioni potrei aiutarmi con decine e decine di biografie e monografie che riempiono i miei scaffali. Ma quella felicità di scoperta, quella gioia di trasmetterla ad altri, forse oggi non l'avrei più. Forse l'anima non mi salirebbe più sulle labbra".

Non sono mancate le visite in libreria, soprattutto in occasione di un giro turistico di Roma in compagnia di mio papà. Dopo aver fatto da Cicerone l'uno con l'altro e aver camminato moltissimo, ci siamo rifugiati alla IBS e indovina un po'? Sono uscita con due libri regalati da mio padre e un sorriso che non finiva più. Sai che mi piace scovare i libri piccoli in fondo allo scaffale e in questo modo sono riuscita a trovare il primo libro: Un sillabario americano di Walt Whitman, edizione Mattioli 1885. Avevo visto diversi libri di questa casa editrice in passato, ma non avevo mai preso nulla. Questo libricino di poche pagine ma ricchee ha catturato subito la mia attenzione: si tratta di una riflessione, spesso filosofica, sul linguaggio che Whitman ha lasciato sotto forma di appunti. In particolare, l'autore considera l'uso dell'inglese nell'ambiente culturale e letterario degli Stati Uniti e mette l'accento sulla potenza, quasi magica, delle parole.



Con l'occasione di uno sconto, per il secondo regalo ho puntato sui Fazi Editore ed Il castello Rackrent è stata la mia scelta. Ho letto molte recensioni discordanti tra loro riguardo questo classico irlandese ma non mi sono fatta scoraggiare da quelle negative. Ho sempre trovato i romanzi sulla decadenza molto interessanti e stimolanti durante la lettura e in particolare l'ambientazione di questo romanzo ha agevolato la decisione sull'acquisto. Se lo avessi trovato avrei preso molto volentieri anche Bruges la morta, ma sembra essere terminato in tutte le librerie di Roma. Non che poi me lo sia fatta scappare, perché qualche giorno dopo sono riuscita ad ordinarlo online da La Feltrinelli e ho risolto il problema. Entrambi romanzi affrontano un aspetto decadente della vita, seppur scritti a distanza di quasi cento anni l'uno dall'altro.

Per restare in tema "promozioni" Leggere, scrivere e argomentare di Luca Serianni edito Laterza ci rientra perfettamente. Credo che nulla capiti per caso, perché è da mesi che sento parlare e leggo di Serianni, professore universitario molto apprezzato alla Sapienza di Roma, l'università che frequento, filologo e linguista. Il libro in questione ha ricevuto recensioni molto positive e mi sembrava una lettura-studio adeguata per chi, come me, si è fatto incuriosire dalla scrittura. Purtroppo non ho ancora iniziato a leggere questo manuale, primariamente perché non ho capito ancora bene con quale approccio mi ci possa avvicinare: studio o lettura?


Continuo sulla scia degli sconti sui libri con L'anima russa di Virginia Woolf, edito Elliot. Il libro si trova facilmente sul sito Tabook.it, un sito che raggruppa molti editori indipendenti ed offre la spedizione con corriere espresso gratuita sopra i €16 euro di spesa. Pur avendo avuto un piccolo inconveniente con il libro che l'assistenza Tabook ha risolto con velocità ed efficienza, sono felicissima di aver preso il libro, considerato anche il prezzo al quale l'ho acquistato. Non ho mai letto nulla di letteratura russa e fino a qualche tempo fa non ne sentivo molto la mancanza. Ho iniziato ad incuriosirmi proprio grazie a questo libricino e al suo titolo, che fa trasparire una parte, l'anima, che non avrei mai associato ai classici russi. Il libro non tratta solamente dell'ammirazione della Woolf per autori come Dostoevskij o Tolstoj ma affronta la problematica della loro traduzione che spesso li ha spogliati dei loro costumi e stili. Spero davvero che questo piccolo libro possa diventare un trampolino per ampliare i miei interessi letterari e spingermi un po' più ad est del solito.


Giungiamo alla fine degli acquisti con due novità in casa Newton Compton. Il primo cofanetto con cinque classici della letteratura horror si chiama Strange Books ed è il miglior acquisto che possiate fare ad un prezzo veramente ridicolo. La raccolta comprende tutti i racconti del terrore, del mistero e dell'incubo di Edgar Allan Poe, Frankenstein di Mary Shelley, Lo strano caso del dr. Jekyll e Mr. Hyde e altri racconti dell'orrore di Robert Louis Stevenson, Dracula di Bram Stoker e, infine, La guerra dei mondi di H. G. Wells. Grazie al cofanetto raggiunge quota tre la mia raccolta di Frankenstein, il che mi rende molto felice e altrettanto impaziente di leggere questo classico della letteratura inglese. Non manca nemmeno il forte desiderio di finire, finalmente, il romanzo di Stevenson che avevo iniziato al liceo e che non ho mai terminato. La voglia è tornata sicuramente anche grazie a Pamela di Last Century Girl e al video che ha girato in occasione di Halloween. Ti consiglio vivamente di andarlo a vedere se vuoi riempirti la lista desideri di titoli interessanti.


Il secondo cofanetto lo aspettavo con ansia da un bel po' di mesi. Si tratta di Alla ricerca del tempo perduto di Marcel Proust diviso in sette volumi rilegati e dalla grafica spettacolare. La traduzione, come mi ha annunciato Elisa, è di più persone e spero che la casa editrice abbia avuto molta cura nel lavorare a questa raccolta. Mi dispiacerebbe moltissimo scoprire che non è così. Speranze a parte, spero di iniziare la lettura nel prossimo anno, ma non ho idea di quando la terminerò: Proust è un autore importante al quale bisogna dedicare tempo, amore e concentrazione, perciò per questi volumi non mi metto regole né faccio piani che so che non potrò seguire.

Ultime letture

Inizio questo piccolo resoconto scusandomi per il ritardo delle recensioni. Negli ultimi due mesi ho terminato la lettura di libri alquanto importanti non solo per il loro peso letterario ma anche e soprattutto per ciò che mi hanno lasciato. Primo tra tutti è Se una notte d'inverno un viaggiatore di Italo Calvino, un libro che mi ha fatto penare ma che alla fine ho amato profondamente. Ho avuto molta paura di una delusione durante la lettura di alcuni passaggi più noiosi di altri, ma Calvino, si sa, riesce sempre a farsi perdonare tutto e a far tornare i conti. Anche la più piccola deviazione ha un motivo e sono stata felice di scoprirlo a fine libro. Ho bisogno di tempo per scrivere parole degne per questo romanzo-non-romanzo e riuscire a farlo senza essere ripetitiva riguardo l'originalità e la bellezza dello stile dell'autore non sarà per niente facile.

Un altro romanzo sul quale ho bisogno di rifettere è Il mio Vietnam di Kim Thuy, edito Nottetempo. Il libro è ben strutturato e il giudizio complessivo è positivo, ma non ho ancora capito quanto mi sia piaciuto e se abbia soddisfatto o meno le aspettative che mi ero fatta. La struttura è particolare e, pur non aspettandomelo così, mi ha lasciato una sensazione positiva. Kim Thuy è molto brava nel raccontare episodi particolarmente tragici con un linguaggio dosato e delicato, un aspetto che ho apprezzato moltissimo. Non ho ancora buttato giù nulla sulla storia di Vì e della sua famiglia, ma credo lo farò presto.


Tra le letture recensite, invece, potrai trovare Coraline di Neil Gaiman su cui ho scritto in occasione di Halloween. Un libro spettacolare, non aggiungo altro!

Continua, invece, la lettura di Un'estate con Proust a cura di Laura El Makki, edito Carocci, la piccola e leggera raccolta di saggi su Marcel Proust e Alla ricerca del tempo perduto. Riesco a leggere un saggio ogni settimana se sono fortunata e il motivo è l'altra lettura in corso: Danger! E altre storie di Arthur Conan Doyle, edito ABEditore. La raccolta di racconti del padre di Sherlock Holmes mi sta piacendo moltissimo, le storie sono appassionanti e geniali, inquietanti e lungimiranti.

Il lungo articolo finisce qui, ci rileggiamo presto con una recensione!

Buone letture,
Francesca, Le ore dentro ai libri.

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