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martedì 31 ottobre 2017

ottobre 31, 2017

Un Halloween di letture: "Coraline" di Neil Gaiman


Autore: Neil Gaiman
Titolo: Coraline
Edizione: Mondadori, 2016
Tempo di lettura: 4 - 8 ottobre
Traduzione: Maurizio Bartocci

Recensione:

"Delle porte che aveva trovato, tredici si aprivano e si chiudevano normalmente. La quattordicesima, piuttosto grande e in legno marrone intagliato, nell'angolo più lontano del salotto, era chiusa a chiave"
Coraline è un libro molto particolare sotto molti punti di vista. Intanto è uno dei pochi che, nonostante una copertina che non soddisfa per niente i miei gusti, invoglia la lettura senza nemmeno doverlo aprire e sfogliare qualche pagina per farsi convincere.

L'ho scelto come libro a tema Halloween perché nonostante sia catalogato come lettura per ragazzi ha molte caratteristiche che lo rendono una lettura adatta anche e soprattutto per gli adulti.

I temi affrontati potrebbero sembrare banali ad una prima lettura ma credo lascino trasparire qualcosa di molto più profondo che rende questo un libro davvero speciale.

Se pensiamo, ad esempio, che l'altra madre viene battuta proprio sull'unica caratteristica che la rende forte, ossia la certezza di essere imbattibile, ci rendiamo conto che non si tratta di un banale stratagemma per far terminare il libro con un lieto fine.

Coraline è coraggiosa, sì, ma ha anche molta paura che la pietrifica di fronte ad un avversario che è convinta non batterà. Pur essendo insicura, la bambina prova a confrontarsi con questo nemico. La perfezione che l'altra madre pensa di possedere non esiste, sia su un piano universale che relativo: Coraline è imperfetta e vince perché accetta con coraggio l'idea di poter perdere. Arrendendosi, Coraline vince.

Su questo punto Philip Pullman ha speso qualche parola in un articolo molto interessante del 2002 sul The Guardian:
"C'è Coraline, coraggiosa, spaventata, sicura di sé e dubbiosa e finalmente trionfante. Signori e signore, bambini e bambine, alzatevi in piedi e applaudite: Coraline è reale"
Finalmente un'eroina verosimile, aggiungerei.

La narrazione di Gaiman rende tutto, ovviamente, più godibile e magico: ci si sente letteralmente trasportati nel mondo di Coraline e dell'altra madre al punto da voler quasi partecipare alle vicende narrate, essere noi quel personaggio che tanto mette in scena delle paure ordinarie.

L'effetto di molte scene è disarmante, tra cui quella in cui Coraline non riconosce l'altra madre come vera madre. Credo tale gestione della narrazione fosse necessaria per mettere in scena un altro tema molto importante del libro: il desiderio di sentirsi amati.

Gaiman lo affronta da due punti di vista: quello dell'altra madre, che è così attaccata e dipendente  dall'altro al punto che ne ha bisogno per nutrirsi e quindi per sopravvivere. E' una dipendenza malsana e angosciante che il linguaggio evocativo dell'autore rende ancora più agghiacciante. Dall'altro lato, invece, Gaiman mette in scena un'idea di dipendenza sana. C'è Coraline, una bambina con due genitori assenti che supera l'idea di restare da sola. Oserei quasi dire che ad un certo punto la protagonista si rende conto che l'unico modo per salvare i suoi genitori in trappola è agire con le proprie forze, da sola. Li sente vicini anche se fisicamente non ci sono e credo sia proprio questa l'idea sana di indipendenza dall'altro.

Cito di nuovo Pullman nel dire che non c'è un'interpretazione univoca di questo romanzo, "la storia è troppo ingegnosa e sottile per essere catturata nella tela di una sola interpretazione".

L'immaginazionhe di Gaiman è spettacolare e le descrizioni all'interno del libro non fanno che aumentare lo stupore di chi legge pagina dopo pagina. Una volta iniziata la lettura, il lettore apre una strana porta sul muro ed entrandovi, sono certa, rimarrà piacevolmente incastrato nella tela che Neil Gaiman ha sapientemente costruito. 

Spero che la recensione sia stata di tuo gradimento. Ci leggiamo presto, buon Halloween!

Francesca, Le ore dentro ai libri.

sabato 21 ottobre 2017

ottobre 21, 2017

Tra parole e immagini: "Assassinio sull'Orient Express" di Agatha Christie


Autore: Agatha Christie
Titolo: Assassinio sull'Orient Express
Titolo originale: Murder on the Orient Express
Edizione: Mondadori, 2017
Traduzione: Lidia Zazo
Tempo di lettura: un volo di ritorno da Stoccolma, 3 ore.

Recensione:

Nel momento in cui ho preso in mano questo libro era quasi un anno che mi ero riproposta di leggere di nuovo Agatha Christie. Ad agosto dell'anno scorso con C'è un cadavere in biblioteca e Miss Marple, la primissima avventura con l'autrice. Quest'anno, invece, ho puntato tutto su un'altra creazione della Christie, Hercule Poirot. E quale modo migliore di iniziare questa nuova avventura se non con uno dei suoi libri più famosi?

Assassinio sull'Orient Express Ã¨ un giallo particolare se si considera alla stregua degli altri romanzi di investigazione scritti da Agatha Christie. Hercule Poirot, investigatore belga dall'aspetto bizzarro e i modi altrettanto fuori dal tempo, si ritrova bloccato sull'Orient Express in direzione Calais in compagnia di apparenti sconosciuti e...un morto. L'investigatore viene incastrato nell'indagine e contribuisce ad evitare complicazioni con la polizia ufficiale. 

Il primo aspetto che colpisce del romanzo è sicuramente la preparazione degli eventi: nelle prime pagine si percepisce già un'atmosfera particolare, importante e molto evocativa. 

La prima parte del romanzo, devo ammettere, è forse fin troppo lineare e a tratti risulta più noiosa della seconda. La causa è, sicuramente, la ricostruzione dei fatti e delle testimonianze dei passeggeri del vagone per Calais. In questa prima parte si nota sicuramente la capacità di Agatha Christie di tenere il lettore incollato alla pagina. La narrazione non cade mai nella banalità o nella ripetizione fine a se stessa. 

Le ripetizioni, un aspetto che viene spesso criticato alla scrittrice, mi sono sembrate utili all'economia del testo e non del tutto casuali. Mi è sembrata un tipo di tecnica preparatoria alla dimostrazione dell'abilità investigativa di Poirot. 

Assassinio sull'Orient Express, infatti, è un giallo bilanciato che non manca di colpi di scena. Oserei quasi dire che è un tipo di romanzo silenzioso, per lo meno nella prima parte in cui ad essere silenzioso è anche Hercule Poirot. Agatha Christie fa sì che il lettore possa osservare i fatti con obiettività ma coglie anche l'occasione per depistarlo. Proprio l'oggettività dei fatti, riportati da una terza persona e confermati, sotto un ambiguo silenzio, da Poirot, fanno sì che il lettore si affidi e si fidi completamente del narratore. 


La Christie bara fino alla fine e si diverte, perché la soluzione è banale ma viene portata al lettore nel corso del romanzo con imbrogli e depistaggi. 

Con un tipo di scrittura semplice e direi anche educata - ricordiamoci che la Christie è pur sempre british - l'autrice riesce ad inserire anche un discorso morale molto profondo ma non pesante sulla cultura, i valori e il suo presente. Forte sostenitrice dell'età Vittoriana, Agatha Christie avrebbe voluto auspicare forse al ritorno di alcuni valori che con il tempo erano andati perduti

Non c'è bisogno di rivelare il finale per sottolineare l'importanza di questa forte critica, perché si capisce anche dal primo depistaggio al lettore: il titolo

Come ci viene spiegato da Oreste del Buono nella prefazione l'Orient Express del romanzo non è lo stesso a cui l'autrice si ispira ma una copia del nuovo secolo. Si tratta del Simplon Orient Express, datato 1919 e non 1883 come il suo predecessore. I personaggi che salgono su questa copia non sono che anch'essi la copia di una società ormai logora, in cui la giustizia, ulteriore centro di critica, non esiste.

Se leggerai il romanzo scoprirai con piacere verso chi viene indirizzata questa giustizia. Nel caso lo avessi già letto, allora avrai sicuramente capito. 

La scrittura incentrata principalmente sui dialoghi, la cornice sociale e l'ambiente, seppur poco sviluppato, in cui si svolge la vicenda mettono sicuramente in mostra la grande capacità di osservazione della realtà dell'autrice. 

L'importanza viene data all'intreccio e non ai singoli personaggi, i quali finiscono per essere delle vere e proprie pedine in mano all'autrice. La Christie non avrà costruito grandi scenari, intrecci cervellotici o personaggi molto sviluppati, ma ha saputo creare un romanzo - e non solo uno - coerente e lineare. La semplicità non sfocia sempre nella banalità e Agatha Christie ne è l'esempio.



Sullo schermo... 
La prima trasposizione sullo schermo di questo romanzo è, probabilmente, la più famosa. Si tratta della versione del 1974 sotto la regia di Sidney Lumet, con Albert Finney nei panni di Poirot e attori di grande calibro come Lauren Bacall, Ingrid Bergman, Sean Connery e Vanessa Redgrave. Non nascondo che questa è stata la versione che ho apprezzato di più e per varie ragioni. 
Prima tra tutte, la fedeltà al libro: si sa che spesso e volentieri le trasposizioni cinematografiche di romanzi, per rispondere ad esigenze legate ad un altro tipo di "messa in scena", perdono le parti più importanti del libro. Non è questo il caso, per fortuna, perché questo film segue con attenzione ogni particolare del libro e rispetta, a mio parere, anche il tono che Agatha Christie gli ha dato. 
Come ho già scritto, infatti, la rappresentazione dei fatti nei romanzi dell'autrice inglese è molto semplice, non pretenziosa e molto lineare. Ho apprezzato moltissimo che nel film si sia rispettata la semplicità originaria del romanzo
Un'altra caratteristica a favore sono i personaggi: Albert Finney nei panni di Hercule Poirot è perfetto, rappresenta egregiamente l'investigatore belga rimanendo fedele a tutte le caratteristiche che lo hanno fatto entrare nell'immaginario comune: baffi sempre curati, panciotto di chi adora mangiare buon cibo, attenzione discreta e non invadente per i dettagli e l'immancabile ironia che lo caratterizza.

Il secondo film che ho visto fa parte della serie televisiva Poirot del 2010 e mi ha delusa sin dalle prime battute. La causa principale sta sicuramente nella durata, 90 minuti, troppo breve a confronto con la versione del '74 di più di due ore. Il taglio è stato fatto per esigenze più che comprensibili visto il contesto di distribuzione del film, ma ha causato dei buchi abbastanza importanti nella trama che non mi sono piaciuti. 
Il problema, paradossalmente, è che questi tagli hanno reso il resto delle scene estremamente noiose perché silenziose e troppo lunghe. Anche il tono dell'intero film non aiuta la fruizione, vista la cupezza e la pesantezza di alcune scene. Il problema non si porrebbe se il film fosse una produzione indipendente dal libro, ma dal momento in cui è basato proprio su quest'ultimo mi sarei aspettata la fedeltà presente nella versione di Lumet. 
Parliamoci chiaro, i libri di Agatha Christie non hanno toni pesanti né tanto meno troppo cupi ed è proprio questa caratteristica che li rende godibili dall'inizio alla fine e che, non rispettandola, ha reso noioso il film. Inoltre, c'è un Poirot esageratamente tormentato, triste e sempre furioso con il mondo che a confronto con quello del libro sembra un nuovo personaggio di zecca. 
Ma arriviamo a ciò che mi è piaciuto di meno, il finale: ti renderai conto leggendo il romanzo che il finale ha un senso specifico ed è ben organizzato, soprattutto rispetto a quel discorso sulla giustizia di cui ho parlato qualche riga fa. Nel film questo senso viene completamente stravolto e il finale allungato seguendo la solita scia di pesantezza che non fa per niente giustizia al romanzo. 

Aspetto con ansia un'altra versione cinematografica che uscirà in Italia a dicembre, sotto le regia di Kenneth Branagh (che intrepreterà proprio Poirot). Ti farò sapere a tempo debito.

Grazie per avermi letto di nuovo, alla prossima!

Francesca, Le ore dentro ai libri.

lunedì 4 settembre 2017

settembre 04, 2017

Book Haul & Wrap Up #10

Buongiorno e buon lunedì! Inizio la settimana con un resoconto delle ultime letture e gli ultimi acquisti fatti nel mese di luglio e giugno. Per motivi di organizzazione e tempo non ho potuto dividere i due mesi quando ne avrei avuto la possibilità, perciò adesso ti tocca un articolo bello lungo. Eh sì, strano ma vero, gli acquisti e le letture sono state abbastanza e hanno svuotato il mio portafoglio riempiendo invece la lista di recensioni da fare. Meglio iniziare, no? Buona lettura!



Il primo luglio è stato il compleanno di qualcuno -chi sarà mai?- e quale occasione migliore di regalare libri a chi se li mangia anche a colazione? Ecco, mia madre non era molto felice all'idea che comprassi altri libri da mettere chissà dove in camera, visto che lo spazio nelle librerie inizia a scarseggiare, perciò ha avuto la splendida idea di propormi un regalo diverso dal solito: il Kindle Paperwhite.

Nel corso di questi due mesi ho ricevuto moltissime domande su come stesse andando con questo nuovo aggeggio e la risposta è sempre stata ambigua. Bene, male, non lo so? L'anno scorso, senza averlo mai provato, avevo anche scritto un articolo a riguardo, nel quale non avevo trovato molti punti a favore dell'e-reader. La posizione nei suoi confronti è cambiata, se è quello che ti stai chiedendo e sì, mi piace molto. Non voglio rovinare il momento della rivelazione in questo articolo perché sarebbe fuori tema, perciò programmo un nuovo post nel quale parlerò di tutte le impressioni dopo un po' di mesi di utilizzo.


Il primo libro che ho voluto aggiungere alla mia libreria virtuale è stato Se una notte d'inverno un viaggiatore che ho finalmente finito di leggere quando ero in vacanza. Ho moltissime annotazioni ed passi evidenziati, perciò avrò molto da scrivere quando arriverà il suo momento.

Insieme al Kindle, per il compleanno è arrivata anche la bellissima custodia con il ramo di mandorlo fiorito di Van Gogh e un libro cartaceo a sorpresa: Come un romanzo di Daniel Pennac, un saggio che affronta il problema della lettura vista come un dovere da molti ragazzi e studenti e il modo per avvicinarsi ad essa senza troppa pesantezza. Un libricino molto piccolo che però devo ancora leggere, mi incuriosisce moltissimo!

Passiamo agli auto-regali e luglio da questo punto di vista è stato molto proficuo. In occasione del Premio Strega Europeo per il quale era candidati due autori a me conosciuti, Ali Smith e Jonas Hassen Khemiri, ho acquistato un libro che stava da troppo tempo sulla lista desideri: L'una e l'altra proprio della Smith. Ho ascoltato con molto piacere ciò che l'autrice aveva da dire a proposito dei suoi libri e della traduzione di essi in occasione dell'incontro a La casa delle traduzioni a Roma, ed è stato molto interessante e divertente. Il libro, però, è ancora sullo scaffale in attesa di essere letto, magari in autunno, chissà...

Finalmente dopo qualche settimana di attesa è arrivato anche a me il telo mare Einaudi con la stampa de L'isola del tesoro di Stevenson: spettacolare. Peccato che non sia una grande amante del mare, ma ti assicuro che ho avuto modo di usarlo comunque. Insieme al telo ho preso due libri che mi interessavano da tempo:

  • Esercizi di stile di Raymond Queneau, un vero e proprio esercizio di variazione stilistica sulla trama principale; 
  • Elogio dell'ombra di Jorge Luís Borges, una raccolta di poesie dell'autore scritte in un periodo molto particolare della vita. Le poesie di Borges sono seguite da Abbozzo di autobiografia, che lo scrittore argentino ha dettato al suo traduttore in inglese nel 1970, nella quale spiega al lettore uno dei periodi più bui ed illuminanti della sua vita umana. 
  • La copia Newton Compton di Il mago di Oz di Frank Baum. 

Durante un fine settimana fuori Roma, oltre ad aver finito di leggere Il libraio che imbrogliò l'Inghilterra, sono riuscita a scovare in una libreria Mondadori un altro romanzo di Agatha Christie: Assassinio sull'Orient Express. Dopo aver letto i pareri positivi di Luna Lovebook, mi ero decisa a leggerlo e nemmeno a farlo a posta me lo sono ritrovato davanti mentre guardavo disinteressata i libri sugli scaffali. Naturalmente il libro è già sulla lista di quelli da recensire, perché sul volo da Stoccolma a Roma, tra turbolenze e sonno che non arrivava, l'ho letto tutto d'un fiato. Magnifico, mi è piaciuto moltissimo e ne scriverò tra qualche settimana sul blog non appena avrò raccolto sufficiente materiale!



Un altro ordine online è stato quello fatto sul sito della Mondadori per quale avevo uno sconto acquistato su Groupon. Mi sono sbizzarrita con i titoli, perché l'ordine comprendeva:

  • Matilda di Roald Dahl in inglese, edizione del venticinquesimo anniversario firmata Puffin Books
  • Un'estate con Proust a cura di Laura El Makki, una raccolta di piccoli saggi "emotivi" sulla lettura della Recherche
  • Il mio Vietnam di Kim Thúy edito Nottetempo, un titolo che mi ero segnata al Salone del Libro di Torino

Per quanto riguarda i libri piccini che non mancano mai, sono entrati a far parte della mia libreria How to Write Well della linea Connell Guides, una guida su come scrivere bene in inglese, e Jane Austen di Virginia Woolf di cui ho scritto già abbastanza nell'articolo sulle letture estive.


A cavallo tra luglio e agosto mi trovavo in Svezia e durante le gite nelle città vicine a quella dove mi trovavo, non ho potuto non testare la qualità delle librerie locali. Il risultato? Sono tornata a casa con ben otto libri, di cui tre in svedese. Due di questi sono Montecore e Ett öga rött di Jonas Hassen Khemiri, autore che finalmente riuscirò a vedere a Mantova dopo mesi di attesa e autore di Tutto quello che non ricordo (Iperborea) Gli altri quattro titoli sono in inglese ed erano in offerta:

  • The Watchmaker of Filigree Street di Natasha Pulley; 
  • A Man Called Ove di Fredrik Backman; 
  • The Paying Guests di Sarah Waters;
  • The Catcher in the Rye di J.D. Salinger. 
Devo essere sincera, l'unico libro del quale non ero convinta al 100% era il romanzo di Salinger, ma mi sono fatta convincere da una amica che lo aveva letto. Del primo ne ho sentito parlare altrettanto bene e sono molto curiosa di scoprire il non-genere sul quale l'autrice ha costruito il romanzo. Il libro di Backman è stato una scelta fatta con il cuore dopo aver visto l'adattamento cinematografico...con tutte le lacrime che ho versato durante la visione spero che il libro valga altrettanto! L'acquisto del romanzo di Sarah Waters, invece, è stato dettato dal consiglio di Jen Campbell, una booktuber che seguo da un po' di tempo e della quale mi fido quasi ciecamente.


Un altro acquisto fatto in Svezia è stato la raccolta di piccoli classici svedesi in inglese, editi da Novellix. Il formato è comodissimo e i libri hanno una grafica spettacolare, con tanto di scatolina per contenerli tutti e quattro. Il concetto di Novellix, viene spiegato sul retro, "è semplice; libri piccoli, grandi storie, tutto dentro confezioni belle e comode, perfette da portare in giro". I titoli sono:
  • Sleet di Stig Dagerman;
  • Frictions di August Strindberg;
  • The Silver Mine di Selma Lagerlöf;
  • Most Beloved Sister e Mirabelle di Astrid Lindgren.

Agosto è stato un mese di offerte speciali di due editori importanti, Bompiani e Mondadori e come potevo lasciarmi fuggire un'occasione simile? Risparmiando un bel po' di soldi sono riuscita ad accaparrarmi Il miniaturista di Jessie Burton, un romanzo storico che mi è stato consigliato da molti di voi, e Londra di Virginia Woolf, la raccolta degli scritti sulla grande metropoli che l'autrice inglese amava moltissimo. Il primo romanzo rientrerà sicuramente tra le letture invernali visto quanto la copertina mi ispiri paesaggi cittadini innevati. Il secondo libro, invece, si aggiunge alla lista delle letture Woolfiane da fare durante l'anno...sono molto curiosa.


Con gli Oscar Mondadori sono andata sul sicuro, puntando tutta l'attenzione sui romanzi di Agatha Christie. Mi ero scritta una lista molto lunga dei libri da comprare che si è poi ridotta a tre:

  • Poirot in viaggio (Il mistero del treno azzurro; Delitto in cielo; Poirot sul Nilo);
  • Poirot. Tutti i racconti:cinquanta racconti dedicati all'investigatore belga.
  • Il Natale di Poirot.
In realtà c'è stato un altro ordine online per un libro della Christie, ma rientrerà nel bottino di settembre perché non ancora arrivato a destinazione. In compenso, comprare quei tre libri alla Feltrinelli è stata una grande soddisfazione, soprattutto perché erano mesi che non facevo un acquisto fisico in libreria.



Gli ultimi due acquisti del mese sono particolari: il primo è avvenuto di getto, una di quelle spese che non ti rendi conto di fare e così, uscita dalla libreria della biblioteca, mi sono ritrovata con Il vestito dei libri di Jhumpa Lahiri in borsa e dieci euro in meno nel portafoglio. L'autrice mi incuriosisce molto, inglese di origini indiane che ha una grande passione per l'italiano, con il quale ha scritto un altro libro che sta sulla mia lista d'attesa, In altre parole (Guanda).

Il secondo acquisto era necessario: avendo finito il Reading Journal della Peter Pauper Press, ho dovuto comprarne uno nuovo, stavolta della Potter Style. Sono molto soddisfatta dell'acquisto e presto farò un confronto con il vecchio quaderno di resoconti di letture. La lotta è dura e sono curiosa di vedere chi vincerà...

Dopo averti mostrato ben ventisei nuove entrate nella mia libreria è giunto il momento di salutarti e di anticiparti alcuni dei prossimi articoli in uscita sul blog e in lavorazione nella mia testolina:

  • Mini recensioni dei piccoli libri letti durante l'estate;
  • Recensione di Assassinio sull'Orient Express;
  • Impressioni sul Kindle Paperwhite.
Sappiamo benissimo che non mi fermerò qui, ma il resto è una sorpresa!

Grazie per avermi letta di nuovo e buon inizio settimana.
Francesca, Le ore dentro ai libri.

mercoledì 15 marzo 2017

marzo 15, 2017

Book Haul & Wrap Up #6

Buongiorno lettore! Con la fine di febbraio è giunto il momento di ricapitolare gli ultimi acquisti e letture. Buona lettura!

BOOK HAUL & WRAP UP
febbraio 2017
Riassumerei questo mese con una sola frase: pieno di promozioni sui libri. Davvero, non pensavo e mi ero ripetuta che forse era il caso di darci un taglio con le spese -come al solito...- ma non ho resistito. 

sabato 7 gennaio 2017

gennaio 07, 2017

Book Haul & Wrap Up #4

Buongiorno lettore e buon anno!

Il primo articolo del 2017 non può non essere un haul del mese precedente e un ricapitolo delle mie ultime letture. Grazie alla Fiera della Piccola e Media Editoria e al Natale, il bottino di questo mese è bello sostanzioso e non vedo l'ora di mostrartelo! Buona lettura!



BOOK HAUL & WRAP UP
dicembre 2016

Il primo del mese è un libro preso al booksharing dell'università il 2 dicembre: si tratta de L'accordatore di piano di Daniel Mason, edito da Mondadori. Leggendo la trama sulla seconda di copertina mi ha ricordato molto il film Anna and the King con Jodie Foster, probabilmente per l'ambientazione orientaleggiante! Devo ammettere che non c'era una grande varietà di scelta sul banco dei libri, ma sono comunque felice di aver trovato qualcosa di interessante. In cambio, naturalmente, ho dato anche io dei libri che non mi erano piaciuti o di cui avevo già una copia. Lascio stare il discorso su quanto mi sia difficile separarmi dai libri in questo modo, ma è una cosa a cui mi sto abituando piano. Molto piano. Pianissimo.

Acquisto che credo possa interessare ben pochi, riguarda l'università.
Si tratta di un saggio di Agostino Lombardo, L'eroe tragico moderno edito da Donzelli, incentrato, appunto, sulla figura dell'eroe tragico letterario agli albori dell'età moderna. In particolare, Lombardo analizza tre personaggi fondamentali di questo periodo, il Faust di Marlowe, l'Amleto e l'Otello di Shakespeare. 

Colpevole di buste piene e portafoglio vuoto è stato Più Libri Più Liberi, la Fiera della Piccola e Media Editoria di Roma, della quale ti parlerò in modo più specifico in un altro articolo, per non mettere troppa carne al fuoco. 

Finalmente, dopo mesi di dubbi e tentennamenti, mi sono convinta a comprare Fiabe Islandesi edito dalla mia casa editrice preferita, Iperborea e tradotto da Silvia Cosimini. Non ti dico la mia faccia quando mi sono trovata di fronte allo stand: avrei comprato tutto...ma non ho potuto, anche perché avevo calcolato altri acquisti che non sarei riuscita a fare se avessi preso un altro libro di questa casa editrice. Di questo libro amo tutto: tratta di fiabe, fa parte di una serie di libri sulle fiabe del Nord Europa (per ora sono uscite Fiabe Lapponi e Fiabe Danesi) e ha una copertina bellissima. Sono veramente molto curiosa di leggerlo, anche perché la struttura del libro mi ha dato degli spunti per potertelo raccontare una volta finito!

Secondo danno della Fiera è un viaggio letterario alla scoperta della Germania, Nel paese delle fiabe: la Germania magica e misteriosa dei fratelli Grimm di Saverio Simonelli, edito da Giulio Perrone Editore.  L'idea di creare una collana come Passaggi di Dogana di cui fa parte questo libro, è ottima per appassionati di letteratura e di viaggio come la sottoscritta! Ti dirò, ero molto indecisa se prendere questo libro che alla fine ho comprato o un altro simile su Trieste...tra qualche riga capirai perché ho optato per il primo.

Dulcis in fundo, un'autrice che è presto entrata a far parte dei preferiti e che ho avuto la fortuna di incontrare: Ella Frances Sanders con Tagliare le nuvole col naso, edito da Marcos Y Marcos. Lo strano titolo non è che un modo di dire serbo inserito in questa raccolta tra altre cinquantadue espressioni bizzarre dal mondo. 

Non ho saputo resistere e per questo, per Natale ho chiesto il primo libro pubblicato dalla Sanders sempre sulla linea delle traduzioni: Lost in Translation, cinquanta parole intraducibili da trentatré lingue diverse. In entrambi i libri, le espressioni sono accompagnate da dolcissime e simpaticissime illustrazioni fatte dall'autrice stessa. Che dire, io la adoro, tu no? 


E per restare in tema Fiera e Natale, non poteva mancare nella mia collezione A Trieste: passeggiate letterarie da James Joyce a Claudio Magris di Matteo Chiavarone edito da Giulio Perrone Editore.
Ora capisci la frecciatina di prima? Ecco, questo era il libro che avevo visto allo stand e che mi ha fatto tentennare non poco. La pazienza mi ha premiata e Babbo Natale l'ha fatto finire sotto l'albero...con un previo suggerimento di un uccellino. Trieste è, in piccola misura, parte della mia vita ed è una città che consiglierei di visitare senza troppi indugi di cui ho ricordi bellissimi sin da quando ero bambina. Poter rivivere -o vivere, a seconda delle esperienze- una città attraverso gli occhi di chi l'ha resa famosa attraverso la scrittura mi sembrava un'esperienza diversa dal solito che non potevo perdere. 

Il terzo regalo trovato sotto l'albero è stato Coraline di Neil Gaiman, edito da Mondadori. Ti suona familiare? E' successo anche a me. Sarò anche la vergogna del mondo dei lettori, perché vedendo il film Coraline e la porta magica non avevo minimamente idea che questo fosse tratto un libro. Non so cosa aspettarmi, devo ammetterlo, perché il film mi è piaciuto veramente tanto e ho un po' paura che se il libro non si rivelerà un buon libro rimarrò amaramente delusa. E' un discorso un po' atroce da fare nei confronti dei libri, ma ci sono stati svariati casi in cui la trasposizione cinematografica ha superato di gran lunga la qualità del libro da cui era tratta. Speriamo bene! 

Dopo mesi di attesa e di rinvii ho finalmente tra le mani The Bookshop Book di Jen Campbell, un giro "turistico" tra le librerie più belle del pianeta terra. Every bookshop has a story recita la seconda di copertina e io sono curiosissima di scoprirla! Quel santo del mio fidanzato si è anche prodigato per farmi avere la copia autografata e impacchettata da Jen stessa (che ha anche un blog e un canale YouTube) e rendere questo regalo ancora più speciale.

Vince il premio "regalo più grande" Scrivere la vita: 265 lettere e 110 schizzi originali. (1872-1890), ossia un vero e proprio compendio di più di mille pagine di lettere e schizzi di Vincent Van Gogh, curato da Leo Jansen, Hans Luijten e Nienke Bakker, edito da Donzelli. Come affermano in molti -e soprattutto Johanna Van Gogh-Bonger come la descrive Sánchez- il talento di Van Gogh non risiedeva solo ed esclusivamente nella pittura bensì e forse soprattutto nella scrittura. Le sue lettere non sono solo una testimonianza della sua vita ma contengono una preziosissima visione di questa in termini profondi e sicuramente legati all'arte. Da quel che si evince nell'introduzione, nelle lettere vi è molto anche del processo creativo del pittore, un argomento che mi interessa particolarmente, esteso anche ad autori di letteratura. 
Testo Alternativo Testo Alternativo



Ultimo ma non ultimo nella sacca di Babbo Natale c'è Un figlio di Alejandro Palomas, edito da Neri PozzaIn realtà questo è stato un piccolo regalo che mi sono concessa in previsione dell'incontro con il gruppo di lettura tenuto da Cinzia Giorgio in una libreria qui a Roma che mi ha rubato il cuore: Libreria Pagina 272 (qui la pagina Facebook). Il libro narra sotto più punti di vista la storia di Guille Antúnez, un bambino di nove anni alquanto introverso con una passione sfrenata per Mary Poppins che imbarazza il padre e preoccupa la maestra e la psicologa. Secondo Guille, la "simpatica signora che sa volare" ha il potere di risolvere qualsiasi situazione, anche di far tornare la mamma da Dubai, dove è andata a lavorare come hostess senza mai tornare. Ti basterebbe leggere il resto della seconda di copertina per capire che Guille, in realtà, è molto più consapevole di tutti gli adulti che si preoccupano per lui, ma non ti dico altro. Ho già terminato questo libro e posso dirti in anteprima che il giudizio complessivo è molto buono! Non vedo l'ora di discuterne con gli altri lettori!



Per questi regali bellissimi trovati sotto l'albero devo ringraziare di cuore zia, mamma, papà e Simone ❤️
WRAP UP

Ricapitolare le letture di questo mese mi rende orgogliosa di me stessa perché non ero mai riuscita prima d'ora a leggere dei libri con tanta velocità.

Ho già parlato a sufficienza del libro di Palomas che ho divorato in una sola settimana, perciò passo subito ai successivi: primo terminato dopo nemmeno venti giorni di lettura è stato A Christmas Carol di Charles Dickens, recensito per Natale qui. So che per così poche pagine venti giorni sono anche troppi, ma se penso a quanto ci avrei messo un anno e mezzo fa posso ritenermi soddisfatta dei passi in avanti che ho fatto. 

Una chicca per la quale non finirò mai di ringraziare Federica (prismatic310) e Francesca (lostoquasendo) è Questo libro non esiste di Marilù Oliva, letto in poco più di venti giorni. E' un libro anti-libro che ti consiglio di leggere se ti piacciono le storie sull'editoria e sul tempo. Mi riesce ancora abbastanza difficile descriverlo, perciò in attesa di chiarimenti e delucidazioni posso solo dirti che mi è piaciuto molto, moltissimo!

Tra i libri iniziati a leggere c'è Scrivere la vita che, come avrai capito dalle righe precedenti, mi sta prendendo molto, e i due libri di Ella Frances Sanders, Lost in Translation e Tagliare le nuvole col naso. Questi due sono quei libri da leggere sempre, da sfogliare quando si ha voglia durante una pausa caffè -o tè, nel mio caso-. 

Avrai capito che ho un bel lavoro da fare a Gennaio per quanto riguarda le recensioni e altri articoli libreschi, ma prometto di fare tutto nei tempi previsti e non abbandonarti! 

Ah, ma tu cos'hai trovato sotto l'albero? 

Ti auguro una splendida serata e spero che la lettura sia stata di tuo gradimento.
Francesca, Le ore dentro ai libri.

martedì 16 agosto 2016

agosto 16, 2016

Agatha Christie - C'è un cadavere in biblioteca


Autore: Agatha Christie
Titolo: C'è un cadavere in biblioteca
Titolo originale: The Body in the Library
Lingua originale: Inglese
Anno di pubblicazione: 1942
Edizione acquistata: Oscar Mondadori, 2016
Tempo di lettura: agosto 2016

Trama: St Mary Mead, una mattina come tante. Almeno fino a quando il colonnello Bantry e la moglie vengono bruscamente svegliati da una cameriera terrorizzata: nella biblioteca della villa è stato trovato il cadavere di una sconosciuta in abito da sera, giovane e bellissima apparentemente assassinata. Se nessuno degli abitanti della casa ha mai incontrato la vittima, come spiegare il bizzarro ritrovamento? La polizia, subito interpellata, comincia le indagini, ma sarà Miss Marple, vecchia amica della padrona di casa, con il suo occhio infallibile e la sua lucida capacità di far luce nei più tortuosi meandri dell'animo umano, a risolvere il caso.


Copertina: questa piccola parentesi sulla copertina del libro è quasi d'obbligo. Non so se si ripeterà, ma ci sono delle edizioni su cui vale proprio la pena soffermarsi, e questa è una di quelle. I romanzi di Agatha Christie della collana Oscar Mondadori hanno le copertine più "simpatiche" che io abbia mai visto: colorate, evocative e anche un po' vintage. Insomma, per me sono perfette. Ho fatto un po' di ricerche su questo romanzo in particolare e ho trovato la designer della copertina, tale Julie Jenkins che ha lavorato per la HarperCollins, casa editrice statunitense da poco sbarcata in Italia. Qui la versione inglese, e qui invece una versione di un bel po' di anni fa con la stessa simpatica idea delle lettere sugli scaffali. Non posso non mostrarvi, però, un'altra copertina della Mondadori, stavolta di un'edizione del 1998, anch'essa molto originale...i disegni, non c'è niente da fare, rendono il tutto più bello! 

Recensione

E' il primo romanzo di Agatha Christie che leggo in assoluto e non ha per niente disatteso le mie aspettative. Mi sono avvicinata a questa serie di romanzi attraverso la serie tv del 2004 con protagonista prima Geraldine McEwan e poi Julia McKenzie, che vi consiglio di vedere perché è girata veramente molto bene. Ora che ho letto il libro (e finalmente direi!) posso assicurarvi che nella serie traspare molto, a mia vista, lo stile di scrittura della Christie.

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