lunedì 3 aprile 2017

aprile 03, 2017

"Nuova grammatica finlandese" di Diego Marani



Buongiorno lettore! Ci siamo, una nuova recensione è pronta per te e stavolta si tratta di un libro che ho finito il mese scorso e che mi è piaciuto molto. Buona lettura!

Autore: Diego Marani
Titolo: Nuova grammatica finlandese
Edizione: VI, Tascabili Bompiani 2013
Tempo di lettura: 11/2 - 15/3/2017

Trama (dalla quarta di copertina): Trieste, settembre 1943.Un uomo viene ritrovato sul molo privo di sensi e portato a bordo di una nave militare tedesca. Quando riprende conoscenza scopre di aver perso la memoria, non ha con sé documenti né altro che lo possa identificare, solo un nome sulla casacca blu da marinaio: Sampo Karjalainen. Il medico di bordo che lo ha salvato, di origine finlandese, è convinto si tratti di un compatriota e per lunghi giorni si prende cura di lui, rimettendolo in forze e insegnandogli la propria lingua. Quindi lo indirizza ad Helsinki, alla ricerca del proprio passato. Qui, aiutato da un enigmatico pastore luterano e da una tenera infermiera, affronterà il lato oscuro della sua identità, in un paese ancora ignoto eppure così affascinante.





Recensione:


IDENTITÀ, CRISI DI
Chi sei tu, lettore? Un genitore, un professionista, uno studente, un bambino? Sei sempre lo stesso o esistono due versioni di te -quella che mostri solo a certe persone e quella che invece è sotto gli occhi di tutti? Oppure sei convinto che il «vero» te stesso è sempre rimasto nell'ombra? [...] Una cosa è certa, nel viaggio della vita, più che un passaporto, conviene portarsi dietro un'etichetta col proprio nome cucita nella giacca per non perdere mai il contatto con se stessi. Quando a Trieste, durante la Seconda Guerra Mondiale, un uomo viene trovato quasi ucciso a bastonate, l'etichetta finlandese sui vestiti dice che si tratta di un certo Sampo Karjalainen. Nel riprendere conoscenza, tuttavia, non ricorda chi è - e non parla. [...] Leggete questo romanzo, e il legame che saprete stabilire con le sue pagine potrebbe aiutarvi a scoprire qualcosa che non sapevate di voi stessi.
E. Berthoud, S. Elderkin (a cura di F. Stassi),
Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno
(Sellerio, 2013)

Queste sono state le prime parole che mi hanno convinta a leggere Nuova grammatica finlandese di Diego Marani. L'iter per poter avere il libro è stato, aimè, un po' lungo, ma alla fine eccoci qui. 

Il suggerimento di Curarsi con i libri (che credo sia stato aggiunto dal curatore, essendo Marani un autore italiano) potrebbe essere esteso a qualsiasi lettore e non solo limitato a chi sente di aver perso se stesso. Questo è un romanzo - e non un manuale di lingue! - di introspezione incentrato sulla perdita di diverse identità.

sabato 25 marzo 2017

marzo 25, 2017

Libri Come 2017 - la Festa del Libro e della Lettura

Buongiorno lettore!

Si è conclusa da pochi giorni Libri Come - Festa del Libro e della Lettura tenutasi dal 17 a 19 marzo all'Auditorium Parco della Musica a Roma, alla quale ho partecipato in veste di ambasciatrice. Probabilmente avrai visto la tempesta di tweet (che ho iniziato ad usare per l'occasione!) e qualche resoconto a fine giornata su Instagram, ma credo che un articolo sul blog possa rendere vera giustizia a questa vera e propria festa letteraria dedicata ai libri.




Libri Come, quest'anno all'ottava edizione, è una festa letteraria a cura di Marino Sinibaldi, Michele de Mieri e Rosa Polacco durante la quale viene dato spazio a scrittori, saggisti ed intellettuali per parlare di sé, di attualità e dei temi che stanno loro più a cuore. Ma, soprattutto, lo spazio viene dato a noi lettori curiosi di conoscere le persone che si celano dietro ad un nome o una copertina, approfondire le nostre conoscenze e scoprire nuovi spazi della letteratura, che siano geografici o mentali. Insomma, Libri Come è la festa di chi è sempre pronto ad imparare e di chi è curioso, una biblioteca viva e pensante animata in tre giorni di fervore culturale.

mercoledì 15 marzo 2017

marzo 15, 2017

Book Haul & Wrap Up #6

Buongiorno lettore! Con la fine di febbraio è giunto il momento di ricapitolare gli ultimi acquisti e letture. Buona lettura!

BOOK HAUL & WRAP UP
febbraio 2017
Riassumerei questo mese con una sola frase: pieno di promozioni sui libri. Davvero, non pensavo e mi ero ripetuta che forse era il caso di darci un taglio con le spese -come al solito...- ma non ho resistito. 

martedì 28 febbraio 2017

febbraio 28, 2017

Ricordarci di noi: "Tutto quello che non ricordo" di Jonas Hassen Khemiri

Buongiorno e buon inizio settimana lettore! La recensione di oggi è su una nuova uscita di gennaio, un romanzo di un autore che continua a sorprendermi sempre di più. Ne approfitto per segnalarti la recensione di Una tigre molto speciale (Montecore), dello stesso autore, fatta qualche mese fa.
Buona lettura! 

Autore: Jonas Hassen Khemiri
Titolo: Tutto quello che non ricordo
Titolo originale: Allt jag inte minns
Lingua originale: svedese
Edizione: Iperborea 2017
Prezzo di copertina: € 17,50
Traduttore: Alessandro Bassini
Tempo di lettura: 14/01 - 23/2/2017

Recensione: 
Abituarsi nuovamente alla scrittura di Khemiri non è facile, soprattutto dopo mesi in cui ho letto tutt'altro. Sto capendo piano piano quanto il periodo in cui si legge un libro possa influenzare la nostra opinione su di esso. Sarà un periodo molto strano allora, perché durante la lettura di questo romanzo mi è sembrato di imbattermi in continue verità spiattellate senza troppi giri di parole, verità che hanno colpito dritte nel profondo della mia sensibilità.


Tutto quello che non ricordo Ã¨ la storia di Samuel e di chi lo ha conosciuto prima che morisse in un incidente d'auto. Che si tratti di suicidio o di un brutto scherzo del destino non è troppo importante per lo scrittore che raccoglie le memorie di un ragazzo che conosce a malapena. Chi lo conosce davvero, invece, sono Vandad, il suo amico, Laide, la sua ex fidanzata, la madre e la nonna malata di Alzheimer. Le memorie, però, si scontrano continuamente tra loro rendendo difficile un possibile incasellamento d'identità.

Mi è sembrato, infatti, che il libro tratti una serie di argomenti, tra cui proprio il problema di identità. 

Chi siamo davvero? Come facciamo a scoprirlo e a mantenere noi stessi intatti una volta scoperto? Samuel vive, infatti, il terrore dell'oblio: dimenticarsi una conversazione, un'esperienza o il proprio passato è l'incubo che lo tormenta da sempre. La situazione è sicuramente aggravata dalle condizioni della nonna del ragazzo, che gli ricordano quanto sia facile dimenticare chi siamo, da dove veniamo e qual è il nostro passato.  

Ricordare è fondamentale per Samuel e forse anche per coloro che si ricordano di lui, come amico, fidanzato, figlio, nipote o conoscente. Il romanzo, probabilmente, chiede implicitamente a noi lettori se sia più importante ricordare o essere ricordati e io non ho saputo trovare risposta. Se l'azione del ricordare è anche ricordare noi stessi, allora per quale motivo bisogna essere ricordati dagli altri? 

Laide e Vandad raccontano di come fosse quasi l'ossessione del ragazzo rimanere impresso nella mente di qualcuno. Esistere, allora, è possibile solamente attraverso la memoria che gli altri hanno di noi anche se il rischio è dimenticarsi di "ricordarci da soli".


"Sai come si fa ad assicurarsi un posto nei ricordi di qualcuno?"
"Beh, immagino ci siano diversi modi. Ma un buon sistema è forse provocargli un'emozione intensa, no? Le cose che ricordiamo di più sono quelle legate a sentimenti forti."
"Forse. Ma c'è un modo più semplice."
"E sarebbe?"
"Farsi associare a una routine quotidiana"


Sicuramente collegato alla paura dell'oblio è la banca delle esperienze, un modo per chiamare il desiderio di Samuel di accumulare più "vissuti" possibili. Queste, infatti, dovrebbero quasi allenare la pessima memoria che il ragazzo dice di avere, ma mi è sembrato che paradossalmente gliene facciano perdere sempre di più. 

Le voci che si mescolano nel dare un'immagine chiara del ragazzo sortiscono l'effetto contrario, quasi a sottolineare come la realtà stessa sia tanto frammentaria e mai completamente comprensibile, proprio come l'ultimo gesto di Samuel. 


"Eravamo io e Samuel a stare insieme, non lui e i miei amici, o lui e mia sorella.
In realtà adesso -col senno di poi- mi chiedo se non fosse una specie di strategia 
per prolungare la nostra felicità. In un certo senso, forse, sapevo che
saremmo diventati meno noi al momento di scontrarci con il mondo esterno."

Sono d'accordo con chi afferma che il gioco narrativo di Khemiri  sia molto più simile al teatro che allo story telling tipico di un romanzo, ed è una strategia riuscita benissimo: dall'inizio alla fine abbiamo l'impressione di star ascoltando i personaggi, non di leggerli distaccatamente da una pagina di carta. E quando meno ce lo aspettiamo, una sorpresa narrativa finale non fa che aumentare la portata di confusione perpetrata fin lì dall'autore. 

E se in Montecore Khemiri si era inserito all'interno della storia implicitamente, dando al protagonista non solo il suo nome ma anche la sua storia, in Tutto quello che non ricordo ritorna di nuovo. Stavolta non si tratta del suo lato familiare e personale bensì della parte di scrittore ed è molto facile accorgersi della sua entrata in scena.

E' comunque complicato trattare in maniera esaustiva di questo libro, proprio per la ricchezza di temi che ci propone, come l'amore, l'amicizia o la scrittura. 

Sicuramente l'autore ha dato nuovamente dimostrazione della sua capacità di ritrarre la realtà senza mezzi termini, di sminuzzarla fino all'osso e donarla ai lettori così com'è, pronta per essere, forse, ricomposta.

Spero che la lettura sia stata di tuo gradimento, mi raccomando, fammi sapere se hai letto il libro!
Ci vediamo al prossimo articolo,

Francesca, Le ore dentro ai libri.

lunedì 20 febbraio 2017

febbraio 20, 2017

Parliamo di #comfortzone

Buongiorno lettore!

Sono ancora un po' indietro con le letture...vedrò di finirne almeno una questa settimana in arrivo in modo da fare una recensione per il fine settimana. Nel frattempo, però, non ti lascio a bocca asciutta e colgo l'occasione per rispondere al tag di lostoquasendo, iniziato da Last Century Girl riguardo un argomento sicuramente scottante per ogni lettore.



O, in parole più semplici, la nostra zona di sicurezza in ambito di lettura. C'è per tutti una tipologia di libri sulla quale ripieghiamo senza esitazione, altre che guardiamo da lontano ripetendoci "prima o poi leggo anche te" o altre ancora che evitiamo accuratamente. 

Mi è sembrato un argomento molto interessante da sviluppare, soprattutto per mettere a nudo delle paure o preconcetti che ho sui libri -e che abbiamo un po' tutti, ahimè- sperando di distruggerli senza alcuna pietà.

domenica 12 febbraio 2017

febbraio 12, 2017

Book Haul & Wrap Up #5

Buongiorno caro lettore! Con l'inizio del nuovo mese non manca il riassunto delle letture e degli acquisti di gennaio. Questo mese è stato abbastanza proficuo, anche se grazie agli sconti in libreria sono riuscita a cavarmela senza troppi danni al portafoglio. Buona lettura!

Book Haul & Wrap Up
gennaio 2017


Il primo acquisto del mese è doppio. Dopo la visita alla Libreria Pagina 272 di Roma per l'incontro con il gruppo di lettura (di cui ho parlato anche qui), sono uscita dal negozio con una sorpresa e un acquisto inaspettato: il primo è Tutto quello che non ricordo di Jonas Hassen Khemiri, autore svedese di cui ho già parlato in questa recensione. Aspettavo con molta ansia libro in questione, edito da Iperborea e in uscita ufficialmente il 20 gennaio, e per un colpo di fortuna sono riuscita a trovarlo dieci giorni prima che uscisse. Le edizioni di questa casa editrice naturalmente non deludono mai e tanto meno ha deluso questa. Tutto quello che non ricordo è la storia di Samuel, un ragazzo che ha perso la vita in un incidente e del quale sta raccogliendo le tracce il suo amico Vandad. Queste tracce non sono altro che i ricordi di chi ha conosciuto il ragazzo, un modo per ricostruire l'identità di una persona con il costante terrore dell'oblio. Una frase, nella seconda di copertina, mi ha conquistata:
" Tutto quello che non ricordo [...] è anche un romanzo sulla perdita, sul tempo che abbiamo, sul nostro bisogno di ricordare ed essere ricordati "

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