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martedì 19 dicembre 2017

dicembre 19, 2017

Letture sotto l'albero - quattro consigli di lettura per Natale


Buonasera lettore e lettrice! Finalmente è arrivato dicembre e io non scrivo sul blog da un mese esatto. Quale occasione migliore se non l'avvicinarsi delle feste? Insieme ad esse, si sa, arriva anche quella deliziosa atmosfera natalizia che riscalda tutti dal freddo e che spero faccia sorridere molte persone. Io adoro il Natale e tutto ciò che lo circonda, tant'è che mi emoziono più per le preparazioni della festa che per la festa stessa.

Questo credo sia un ottimo motivo per consigliarti quattro letture a tema per prepararsi al Natale al meglio, unendo il piacere della lettura alla magica atmosfera natalizia. Le letture in questione sono libri che ho letto e che, naturalmente, mi sono piaciuti moltissimo, non solamente per il loro contenuto. Mi piace ricercare edizioni particolari o racconti poco conosciuti e che meritano di acquisire sempre più fama, perciò iniziamo subito!

Pimo libro ad atmosfera natalizia non può che essere la raccolta di racconti più o meno brevi che la Elliot ha raggruppato sotto il nome di Racconti di Natale. Tra gli autori presenti all'interno si annoverano Sir Arthur Conan Doyle, Luisa May Alcott, Oscar Wilde, Hans Christian Andersen e Frank L. Baum tra molti altri.

La bellezza di questa raccolta non risiede solo nella possibilità di leggerla con molta libertà e scegliere da quale racconto iniziare, ma anche nella scelta dei racconti stessi.  I racconti si assomigliano tra loro per il modo in cui raccontano il Natale e vi ho ritrovato molto delle storie di formazione. Da una parte, come la maggior parte delle storie natalizie, questi racconti si pongono l'importante obiettivo di far riflettere il lettore su temi moralmente importanti, ma dall'altra, ogni racconto si differenzia dagli altri.

Con Oscar Wilde, ad esempio, possiamo trovare elementi e simboli della cristianità che non vengono nascosti al lettore bensì inseriti in una narrazione molto delicata, adatta per i bambini. Nella lettera che Mark Twain scrisse alla figlia firmandosi Babbo Natale, invece, veniamo sorpresi dalla crudezza di alcuni passaggi e dalla capacità dello scrittore americano di risultare comunque molto dolce e paterno.

Questa raccolta di racconti è anche un ottimo spunto per scoprire le tradizioni natalizie altrui, come il curioso costume anglosassone, che si ripete spesso nei racconti, di mettere i regali nella calza e non sotto l'albero.

La seconda lettura che ti consiglio è un libricino che, viste le dimensioni, potrebbe benissimo entrare a far parte delle Piccole LettureIl Natale dei vecchi di Ring Lardner, edito Nuova Editrice Berti. Con questo libricino si cambia decisamente atmosfera e dalle storie natalizie a lieto fine si passa ad una narrazione dal retrogusto amaro, ironico ma anche decisamente spassoso. Nelle due storie contenute in questo libricino, I fatti e Il Natale dei vecchi, Lardner non risparmia nessuno e rappresenta con un linguaggio tagliente la società borghese americana tra le due guerre mondiali.

Il contrasto tra una tradizione che con il tempo perde sempre più significato e l'avanzare di una nuova società rivolta al futuro è forse uno dei temi più evidenti del secondo racconto. Il primo, al contrario, ha un tono un po' più divertente ma non manca anch'esso di distruggere il frivolo e ipocrita mondo borghese.



Terzo consiglio per assaporare al meglio l'atmosfera di Natale è Lettere da Babbo Natale di J.R.R. Tolkien che istituì una vera e propria tradizione per i suoi tre figli, Christopher, John e Priscilla. Tolkien, infatti, non era solo un grande studioso di lingua e cultura anglosassone (insegnò la materia per molti anni a Oxford), bensì anche un papà affettuoso e creativo. Il volume Bompiani, recentemente ripubblicato in una nuova edizione, offre al lettore tutte le lettere firmate Babbo Natale che il padre della Terra di Mezzo ha scritto ai suoi figli nell'arco di 20 anni.


Non si tratta, però, solo di semplici risposte alle letterine dei tre piccoli Tolkien, ma di vere e proprie storie sulla vita e le avventure di Babbo Natale al Polo Nord. Tra i disastri dell'Orso Bianco, fido aiutante sbadato di Babbo Natale, e le malefatte dei Goblin, si incontrano sempre più dettagli e personaggi di un mondo che, lettera dopo lettera, prende vita e diventa reale.


Un lettore attento - e forse anche un maniaco come la sottoscritta... - ritroverà sicuramente riferimenti letterari e filologici che dimostrano la grande capacità dell'autore di combinare le sue conoscenze accademiche con una narrazione rivolta ai bambini senza appesantire per niente il racconto.

Lettere da Babbo Natale Ã¨ un libro bello da leggere e anche da vedere grazie alle riproduzioni a colori dei disegni che lo stesso Tolkien ha prodotto per illustrare il contenuto delle lettere.

Quarto ed ultimo consiglio Ã¨ una piccola sorpresa per i lettori più curiosi e appassionati. Cos'è Natale senza A Christmas Carol di Charles Dickens? Ho letto questo libricino per la prima volta l'anno scorso e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa, al punto da aver scritto una recensione proprio il giorno di Natale. Quest'anno, il consiglio non cambia, ma l'edizione sì. A fine novembre Bompiani ha pubblicato Canto di Natale in un'edizione critica con traduzione aggiornata e la riproduzione del manoscritto originale. Più o meno ad ogni pagina corrisponde una pagina di manoscritto e io non potevo farmi perdere un'occasione simile. Il libro è in copertina rigida e i numeri delle pagine sono incorniciati da un piccolo agrifoglio. Cosa stai aspettando?



I consigli, ora, terminano per davvero e spero che siano stati di tuo gradimento.

Ti auguro un felice Natale e buone letture di fine anno.

Ci leggiamo presto,
Francesca, Le ore dentro ai libri.

martedì 10 ottobre 2017

ottobre 10, 2017

#PiccoleLetture

Buongiorno lettore! Mentre stavo finendo di preparare le recensioni in programma per il blog ormai da settembre, ho deciso di dare il via ad un piccolo progetto a cui penso da un po' di tempo.

Oggi inauguro la rubrica #PiccoleLetture, un resoconto di lettura di piccoli libri da portarsi in borsa o nello zaino e che non occupano spazio. Perfetti per chi ha bisogno di una lettura veloce e di poco peso da portare con sé.



E' nato tutto grazie ad una casa editrice che ho scoperto per puro caso e con grande piacere su Instagram e dalla quale spero di non staccarmi mai. Parlo di ABEditore, una piccola fonte di letture piena di sorprese per i lettori desiderosi di un'esperienza libresca particolare e diversa dal solito. La collana di libri Piccoli Mondi, infatti, propone libri in formato tascabile e non scherzo quando dico che in tasca ci entrano sul serio. Perché non riproporre un'esperienza simile anche a te, lettore o lettrice, in modo da farti conoscere non solo questa casa editrice ma anche altre che si sono cimentate coraggiosamente in questo tipo di progetti?

Nella mia esperienza di lettura di quest'anno ci sono stati molti libri piccoli che non ho recensito e questa è l'occasione perfetta per dare anche a loro l'occasione di essere visti.

Le piccole letture di oggi sono le seguenti:
  • Minima. 7 racconti neri e uno bizzarro, Edgar Allan Poe (ABEditore)
  • L'arte di fabbricare libri, Washington Irving (Elliot)
  • Granito e arcobaleno, Virginia Woolf (Nuova Editrice Berti)
  • L'ignoto ignoto, Mark Forsyth (Laterza)
  • Un omicidio, un mistero e un matrimonio, Mark Twain (Elliot)
I racconti di Edgar Allan Poe sono sempre intramontabili, ma l'esperienza di lettura diventa ancora più interessante se "inscatolata" nel modo giusto. ABEditore non delude mai e non l'ha fatto nemmeno con questo terzo volume della collana Piccoli Mondi.
 Il contenitore di questi racconti introduce il lettore alla tematica che lo accompagnerà durante la lettura e anticipa le fantastiche illustrazioni sparse per le pagine. Paurosamente illustrato, ed è proprio così. I racconti di Poe scelti per questa raccolta non sono casuali e potrebbero essere raggruppati per tematiche comuni che si ripetono con originalità e con meccanismi diversi in ogni racconto. Terrore, assurdità, ossessioni e donne morenti -un aspetto fondamentale nella narrativa dello scrittore americano- sono solo una parte dei racconti presentati e illustrati dalla casa editrice.
 La narrazione è, nel complesso, omogenea ed equilibrata, anche se con Poe non bisogna mai abbassare la guardia e credere a tutto ciò che ci viene raccontato.
 Questa è una raccolta completa sotto ogni punto di vista e un ottimo spunto per iniziare a leggere Edgar Allan Poe. Racconti a portata di mano.

Continuiamo con un libricino acquistato a Libri Come agli inizi di quest'anno. L'arte di fabbricare libri di Washington Irving è stato il primo della serie Elliot che ho acquistato. Il titolo è già abbastanza esplicativo e riassume il tema principale sviluppato in poco più di quaranta pagine. Non avendo mai letto Irving, non posso dirti se i tre saggi contenuti in questo libricino rispecchino o meno il suo stile, ma ti assicuro che mi sono piaciuti molto.
Tutti e tre i saggi hanno come oggetto i libri e gli scrittori, perciò il titolo, più che indicare la fabbricazione materiale mette l'attenzione sulla parte creativa della realizzazione dei libri. Non parlerei propriamente di saggi, però, perché Irving non cede mai alla tipica e a volte pesante scrittura saggistica, fatta di elucubrazioni di difficile comprensione. L'autore opera nel modo migliore per attirare l'attenzione del lettore e fa le sue riflessioni sotto forma di racconto, sogno o immaginazione. Insomma, una produzione creativa a tutti gli effetti.
 Nel primo saggio, infatti, da cui prende il nome la raccolta, Irving si fa osservatore di alcuni scrittori all'opera nella British Library di Londra, descrivendone e immaginandone caratteri e stili di creazione, per poi finire addormentato. Il sogno rivela una metafora interessante sul mondo della scrittura.
 Nel secondo, "Sulla mutevolezza della letteratura", si continua con una riflessione sull'immortalità della letteratura che Irving mette in scena attraverso un dialogo surreale con un libro molto antico.
 Nel terzo ed ultimo saggio, "Gli scrittori inglesi e l'America", Irving cerca di riappacificare le due nazioni divise da un astio letterario reciproco. Da una parte l'Inghilterra che denigra qualsiasi creazione letteraria americana e, dall'altro, gli Stati Uniti che rispondono con altrettanta denigrazione. Con umiltà, spirito critico -e autocritico- e grande scioltezza l'autore cerca di smuovere la coscienza di entrambe le parti per evitare inutili e infantili rappresaglie.



Con Virginia Woolf il discorso si fa più particolare e sono costretta, inevitabilmente, a chiamare saggi gli scritti contenuti in Granito e arcobaleno. Pubblicata postuma dal marito Leonard, questa raccolta inedita -al tempo- mostra una Virginia Woolf sempre più legata al mondo culturale e letterario della sua epoca. L'edizione della Nuova Editrice Berti offre un assaggio dell'intera raccolta, composta da 25 saggi, dando al lettore la possibilità di approfondire la famosa autrice inglese attraverso 6 saggi critici incentrati su arte e letteratura.
 Ho trovato questa raccolta interessante e illuminante sotto molti punti di vista, primo tra tutti la grande cultura e interesse della Woolf per il mondo letterario dell'epoca. Dagli scritti si evince un atteggiamento molto attivo all'interno di una realtà culturale nella quale la Woolf si inserisce a tutti gli effetti e ne critica aspetti positivi e negativi.
 Ne "La nuova biografia", l'autrice mette in mostra l'atteggiamento di molti scrittori, a lei precedenti o contemporanei, nei confronti di questo genere letterario. La raccolta continua con una spiegazione -o lezione- sulla critica letteraria, in cui la Woolf prende come esempio per il suo esercizio parte dell'opera di Hemingway. Seguono altri quattro saggi che hanno come protagonisti rispettivamente Walt Whitman, il percorso dell'arte dal passato fino alla contemporaneità, l'importanza della lettura e il rapporto tra il romanziere e l'elemento che ispira i suoi romanzi, la vita.

Il libro più piccolo di questa rassegna è sicuramente L'ignoto ignoto di Mark Forsyth, edito Laterza. Ad un prezzo vantaggioso (due euro), questo libricino spiega uno dei concetti più banali e mai presi in considerazione del trovarsi in libreria. Il sottotitolo è esplicativo: le librerie e il piacere di non trovare quello che cercavi. Una volta lette queste ventisei pagine chiuderai il libro e ti dirai che è proprio così che succede, entrare in libreria con o senza un obiettivo preciso e trovare proprio quello che non cercavi ma che ti serviva. La casualità e il piacere della scoperta sono il punto di partenza di Forsyth in questa analisi molto ironica e divertente sul mondo dei libri.
 L'autore si sofferma in particolare sulla capacità di apprezzare l'inatteso e su quanto poco molte librerie si concentrino proprio su questo aspetto. Ma, a sua detta, "in una Buona Libreria tutti i libri sono buoni" e "l'ignoto ignoto, ciò che non sapevi di non sapere è lì che ti aspetta in fondo alla libreria". Un libro che consiglio a tutti i lettori ma anche a librai intraprendenti e curiosi!

Giungiamo all'ultimo libro della rubrica, Un omicidio, un mistero e un matrimonio di Mark Twain. Si tratta di un racconto di una sessantina di pagine a cui l'editore ha aggiunto alcune simpatiche illustrazioni in bianco e nero e parti del manoscritto originale.
 Devo ammettere che questa è stata una lettura un po' noiosa, poco originale ma tutto sommato scorrevole. La storia porta in scena un misterioso forestiero giunto dal nulla che viene ritrovato nella neve da John Gray, della città immaginaria di Deer Lick. Il suo arrivo sconvolgerà completamente l'equilibrio della cittadina e dei suoi abitanti, in particolare della figlia di Gray, Mary. La conclusione è, probabilmente, la parte più interessante del racconto perché narrata dal forestiero -del quale alla fine viene svelata l'identità e il motivo del suo arrivo- in prima persona.
 Il resto del racconto, in terza persona, mi ha appassionata poco perché la narrazione mi è sembrata un po' troppo veloce riguardo gli avvenimenti e alcune parti le ho trovate alquanto banali. Il personaggio più delineato ed interessante è, senza ombra di dubbio, il forestiero perché imbevuto di una malvagità sottile che si manifesta a piccole dosi. Gli altri personaggi sembrano, invece, esser stati lasciati volutamente sullo sfondo, particolare che mi ha lasciata un po' delusa.
 Per il resto, è un racconto che si legge velocemente e non ha bisogno di grande coinvolgimento e/o concentrazione. Mi è dispiaciuto non essere riuscita ad apprezzarlo di più, ma non tutto può piacere allo stesso modo.

La prima parte finisce qui, ti aspetto presto per altre recensioni e la seconda parte di #PiccoleLetture.

Buona giornata,
Francesca, Le ore dentro ai libri.

lunedì 3 luglio 2017

luglio 03, 2017

Tenersi stretti alla vita: "Dove l'aria è più dolce" di Tasneem Jamal


Autore: Tasneem Jamal
Titolo: Dove l'aria è più dolce
Titolo originale: Where the Air is Sweet
Traduttore: Francesca Cosi, Alessandra Repossi
Edizione: Nuova Editrice Berti, 2017
Tempo di lettura: maggio-giugno

Recensione:

Dove l'aria è più dolce Ã¨ stata una delle migliori letture degli ultimi mesi, probabilmente dopo Tutto quello che non ricordo di Jonas Hassen Khemiri. 

Il romanzo d'esordio di Tasneem Jamal racconta la storia di Raju e della sua famiglia coprendo un arco temporale di circa cinquant anni. Dopo aver seppellito il figlio morto alla nascita, Raju decide di tentare la fortuna e lascia la sua India per arrivare in Uganda, in Africa. Lo raggiungerà più tardi sua moglie, Rehmat, con la quale costruirà un numeroso nucleo familiare oltre ad un'attività che permetterà loro di vivere dignitosamente. Mumdu, Baku, Gulshan, Bahdur, Amir e Jafaar sono il frutto degli sforzi di Rehmat e Raju, che nonostante le difficoltà si integrano in un paese in continuo cambiamento.

lunedì 12 giugno 2017

giugno 12, 2017

Dare voce e vita allo sconosciuto: il progetto editoriale della "Nuova Editrice Berti"

Buongiorno lettore/lettrice!
Continuano gli appuntamenti intorno al Salone del Libro, questa volta si parla di una casa editrice che mi ha rubato il cuore e che ho avuto la possibilità di "intervistare".
Buona lettura!

Tra i vari incontri più o meno casuali fatti al Salone del Libro di Torino, ce n'è stato uno che avevo programmato da un po' di settimane e che si è concluso meravigliosamente. Sto parlando della visita fatta allo stand della Nuova Editrice Berti, una casa editrice indipendente con sede a Parma che avevo adocchiato online i primi dell'anno. Il caso ha voluto che ritrovassi spesso i loro libri nelle librerie nelle quali mi recavo e ho deciso che doveva essere un segno. Ho fatto un po' di ricerche e alla fine mi sono innamorata follemente del catalogo. Il passo successivo era incontrarla alla prima occasione utile, che è stata proprio il Salone.


Non sono andata lì a mani vuote ma avevo fatto i compiti, perché ad aprile, alla Libreria Moderna Udinese avevo scovato il libricino Granito e arcobaleno di Virginia Woolf nella sezione critica letteraria e, riconoscendo la casa editrice ed essendo interessata all'argomento, lo avevo acquistato.

Una volta al Salone mi sono quasi subito recata allo stand in occasione del giro di ricognizione e ci sono tornata, carica il giorno dopo. Lo stand era uno dei più originali e ben fatti del Salone - dopo Iperborea e Sur che si son dati parecchio da fare!- e peccato per l'ubicazione, perché avrebbe meritato qualche occhiata in più dai passanti.

Cecilia Mutti, il direttore editoriale della CE, mi ha parlato un po' della storia della Nuova Editrice Berti. Cecilia aveva già lavorato in precedenza nell'editoria e in particolare nell'ambito di traduzione. Nel 2011 si è presentata la possibilità di rilevare la parte editoriale di una libreria/editrice storica di Piacenza, che pubblicava tradizionalmente saggistica, filosofia e religione e così è iniziata l'avventura.


Essendo interessata principalmente alla narrativa, Cecilia ha deciso di dare un nuovo taglio alla casa editrice: "abbiamo deciso di partire dai classici per guadagnare la fiducia dei lettori, e in particolare volevamo riportare alla luce quelle che possono essere delle chicche inedite". L'intento era anche quello di "svecchiare le traduzioni", perché molti dei classici pubblicati sono libri ormai fuori catalogo con le prime traduzioni mai aggiornate.  

Con il tempo si passa sempre di più alla pubblicazione di narrativa contemporanea, sulla quale Cecilia e la Nuova Editrice Berti iniziano ad avere grandi soddisfazioni. La prima è arrivata nel 2015 con Il posto migliore del mondo di Ayelet Tsabari, un'autrice israeliano-yemenita scoperta dalla casa editrice ancor prima della Random House, la quale ha avuto un grande successo. Un altro libro di cui Cecilia va molto fiera è Russia nell'ombra di H.G. Wells, il resoconto del viaggio in Russia nel 1920 in cui l'autore ritrae il paese all'indomani della rivoluzione d'ottobre e appunta tutte le contraddizioni e la confusione che vede con i suoi stessi occhi.

Perciò, il criterio con il quale un libro viene scelto per la pubblicazione è molto chiaro: "l'idea è quella di pescare autori e storie che per contesto e collocazione geografica raccontino pagine di storia dimenticate". E' il caso de Il terrorista nero di Tierno Monénembo, una storia ispirata a fatti realmente accaduti durante la Seconda Guerra Mondiale in Francia, quando un soldato nero viene ritrovato da padre e figlio nel bosco. Unitosi alla Resistenza contro i tedeschi, l'uomo deciderà di fare ciò che i nazisti chiamano "il terrorista nero". Potrei aggiungere di mio pugno anche Dove l'aria è più dolce, un romanzo familiare e in parte autobiografico di cui ti ho parlato nel Book Haul.

Insomma, storie inedite e particolari sono la cifra editoriale della Nuova Editrice Berti, ma non è tutto.

La particolarità di questa casa editrice è anche il contenitore, oltre al contenuto, dei libri. Cecilia ha detto giustamente che "in libreria bisogna essere riconoscibili per potersi fare conoscere e la grafica è molto importante da questo punto di vista". La cura con la quale le copertine, la carta e le dimensioni vengono pensate e realizzate si vede subito. Le copertine, in particolare, racconta Cecilia, sono disegnate "con una tecnica in parte a mano e in parte al computer" per la quale bisogna ringraziare Pietro Iaccarino, architetto e grafico della Nuova Editrice Berti.

Le difficoltà non mancano naturalmente ma gli espedienti per far conoscere una piccola casa editrice esistono, come l'utilizzo delle piattaforme web per quanto riguarda la reperibilità dei libri o anche solo la divisione dei libri stessi in collane in modo da avere un catalogo ben organizzato. Le fiere, come appunto il Salone del Libro, sono un altro trampolino di lancio per allargare la cerchia di lettori.

Cecilia ama il lavoro nell'editoria e nei pochi minuti di questa chiacchierata interessante mi ha trasmesso la sua passione per un lavoro che presenta molte difficoltà ma anche grandi soddisfazioni.

Da lettrice, ho chiesto a Cecilia il suo libro preferito: Pastorale americana di Philip Roth, ma ha tenuto ad aggiungere che le piace esplorare per poter leggere un po' di tutto. Gusti letterari che rispecchiano la passione e la cura che Cecilia mette nel lavoro con la Nuova Editrice Berti.

Sono sicura che il panorama letterario offerto dalla casa editrice sia originale e ben organizzato, interessante e per questo merita di essere letto. L'idea di letteratura della Nuova Editrice Berti sfonda le barriere geografiche abituali e dà voce ad angoli del mondo e storie poco conosciute, riportandone alcune alla vita, su carta.

I libri della Nuova Editrice Berti si possono trovare in libreria, online (Amazon, IBS, Feltrinelli, Libraccio) ma anche sul sito della casa editrice
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Buona giornata caro lettore, ci leggiamo alla prossima.
Francesca, Le ore dentro ai libri.

venerdì 9 giugno 2017

giugno 09, 2017

Book Haul #8: aprile, maggio + Salone del Libro

Buonasera! Sei pronto per un'immersione totale negli ultimi acquisti e letture di Aprile e Maggio? Te lo avevo promesso, perciò ecco qui un Book Haul ricco di titoli interessanti e spunti di lettura per il futuro. Mi sono proprio fatta una scorpacciata di libri! 
Buona lettura!


Il primo libro comprato ad Aprile è Giorno dei morti di Agatha Christie, un altro giallo in previsione di un’estate in cui avrò tempo per leggere. Per una buona volta non avrò libri da leggere per l’università (si spera) perciò potrò dedicarmi anima e corpo alle mie letture personali. Scegliere questo libro in particolare non è stato facile, perché della Christie ultimamente si vedono molte ripubblicazioni e la scelta tra i tanti mi ha sempre messa in difficoltà, soprattutto se c’è la voglia di conoscere qualsiasi cosa sull’autore/autrice. Qualche riga più in basso scoprirai che in parte questo desiderio è stato soddisfatto, ma non ti anticipo nulla.

Aprile è stato il mese della promozione della Iperborea, un 20% di sconto su tutto il catalogo e una birra Nørden Dark Mumme omaggio in occasione dei 30 anni dalla nascita di questa casa editrice. Ne ho approfittato e ho preso Niels Lyhne del danese J.P. Jacobsen che avevo avuto modo di iniziare a leggere l’anno scorso e che non ho mai finito. Il libro, naturalmente, è per un esame ma riuscire a finirlo è una piccola sfida che mi sono posta per dare a questo romanzo naturalista una seconda chance. Ah, la birra? Era ottima!


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